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Professione Arbitro: sport e opportunità

L’Associazione Italiana Arbitri sezione di Novara organizza corsi per diventare Arbitro di calcio FIGC

Quella arbitrale è una figura di cui si parla molto ma spesso conoscendone poco percorso e valore.

In realtà un buon Arbitro è un atleta e deve avere una personalità adeguata a gestire l’intero evento partita, in regole e relazioni. Si tratta di una vera e propria attività sportiva, che richiede preparazione e formazione fisica e mentale, forti qualità etiche, responsabilità e capacità di instaurare rapporti di fiducia e rispetto.

L’Associazione Italiana Arbitri sezione di Novara, dimensione molto attiva, che vanta un’importante tradizione anche nell’arbitraggio di alto livello (basta ricordare il nome illustre di Barlassina che fu addirittura Arbitro internazionale) e opera con tenacia anche per trasmettere la cultura dell’arbitraggio, organizza ogni anno Corsi di formazione.

Una formazione sul campo che davvero si può definire scuola di vita perché si fonda sull’allenamento, sulla disciplina, sul lavoro e favorisce la crescita personale.

Il corso è aperto ai ragazzi e alle ragazze dai 14 ai 40 anni ed è gratuito: con il superamento del corso si ottiene la qualifica di Arbitro Effettivo FIGC.

Incontriamo il Presidente Andrea Riccardi al quale chiediamo innanzi tutto quali sono i motivi di appeal del corso: «Sicuramente la prima molla per chi si iscrive è la passione per il calcio ma conta tantissimo la voglia di misurarsi con un’esperienza formativa interessante e importante. Il percorso per diventare Arbitri è coinvolgente, profondo, serio e restituisce molto in termini di maturità e di skills personali. Fare l’Arbitro può poi restare un hobby (che comunque prevede una piccola remunerazione) oppure offrire un grande sbocco professionale.»

Quella dell’AIA Novara peraltro è sostanzialmente una grande famiglia di 120 iscritti di età compresa tra i 14 e i 91 anni con una vita associativa intensa e una bella atmosfera di aggregazione: ben 15 Arbitri che sono stati in A e tanti con anni di esperienza e amore per il calcio e per l’arbitraggio. 

Questo garantisce a chiunque partecipa al corso anche un bel clima di supporto, vero?

«Sicuramente l’AIA Novara è un ambiente nel quale si sta volentieri e che offre tanti momenti di divertimento ma anche di confronto e di scambio quindi di evoluzione, come persone e come Arbitri.»

Siamo abituati alla serie A e agli Arbitri popolari ma è facile la “carriera” arbitrale?

«Niente è facile, neanche fare l’Arbitro in serie A! Ci vogliono capacità, qualità caratteriali, esperienza sul campo. Per arrivarci occorre avere comunque alle spalle almeno 15 o 16 anni di arbitraggio. La scalata è lenta quindi iniziare da giovani è fondamentale per aumentare le chance di farcela. Si procede per gradi o, meglio, per categorie e ogni partita è un’occasione per farsi notare dagli osservatori ovvero da quelli che danno i voti utili ai passaggi di categoria e quindi alla carriera.»

Visto che anche all’inizio l’Arbitro è remunerato, possiamo dire che c’è solo da guadagnare a fare il corso?

«In effetti un corso gratuito che offre poi a un appassionato di praticare il suo hobby con un’entrata è una prospettiva già ghiotta ma mi piace fare leva su quanto offre per altri versi la formazione da Arbitro: insegna proprio tanto a livello emotivo e mentale, fa curare molto la forma fisica, consegna le chiavi per migliorare la valutazione degli altri e l’autovalutazione.» 

Un corso per diventare Arbitro Effettivo FIGC è un investimento utile: per sport o per professione.

Tutte le informazioni su https://www.aianovara.it/ o sui social dell’AIA Novara.

                                                                                         Irene Spagnuolo

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