HomeItinerariMurano, Burano e Torcello: le isole delle tradizioni

Murano, Burano e Torcello: le isole delle tradizioni

Arte, artigianato e un interessante patrimonio culturale nelle tre principali isole della Laguna, rinomate mete turistiche.

All’interno della Laguna Veneta, a pochi minuti dal cuore della Serenissima, sorgono tre isole lontane dal caos. A caratterizzarle sono una lunga storia e importanti tradizioni, che le hanno rese celebri in tutto il mondo attraverso botteghe, case colorate e calli.

Forse la più celebre delle tre, Murano deve la sua fama alla lavorazione artigianale del vetro. Le sue origini risalgono al XIII secolo, quando ragioni di sicurezza e controllo produttivo portarono al trasferimento sull’isola delle fornaci dei maestri vetrai. La decisione fu presa dalla Repubblica di Venezia.

Il Museo del Vetro, ospitato nell’elegante Palazzo Giustinian, sottolinea il radicamento di questa cultura sull’isola. Numerosi sono i manufatti della zona esposti, a partire dai più celebri vasi, passando per gioielli e suppellettili come caramelle colorate. Vi è anche un’intera parte dedicata alla lavorazione del materiale, oltre allo spazio riservato alle esposizioni temporanee.

Persino nelle numerose architetture, sia sacre sia profane, che possono essere incontrate lungo il percorso dei canali, la tradizione vetraia trova spazio. Risalente al VII secolo d.C., la Basilica dei Santi Maria e Donato, nota come il Duomo dell’isola, è un capolavoro dell’architettura bizantina. Questo stile è particolarmente diffuso nella Laguna Veneta. I suoi mosaici assemblano marmo e pasta di vetro colorato. Il pavimento del VII secolo ne è forse la massima espressione e rappresenta una testimonianza preziosa dell’artigianato medievale del luogo.

La sconsacrata cattedrale di Santa Chiara, ex convento di suore francescane, offre al pubblico la possibilità di assistere a una dimostrazione. I maestri vetrai del luogo mostrano la lavorazione con soffiatura del vetro. La medesima possibilità trova spazio anche in Fondamenta dei Vetrai, tipica via dell’isola nota per i suoi numerosi negozi e per le botteghe ricche di manufatti.

Altri luoghi di Murano che meritano una visita, al di là della cultura del vetro, sono la Chiesa di San Pietro Martire e Santa Maria degli Angeli. La prima, situata proprio in fondo alla Fondamenta dei Vetrai, ospita al proprio interno opere di Bellini, Tintoretto e Veronese. La seconda presenta un soffitto affrescato con ben quaranta tondi. Meritano una visita anche il gotico Palazzo Da Mula e la neomedievale Torre Civica, risalente al 1891.

Il ristorante La Fornace offre la possibilità di assaggiare la cucina tradizionale muranese, come gli gnocchi al ragù d’anatra. Il pesce è protagonista di risotti e sughi, solitamente abbinati ai bigoli, una sorta di spaghetti ruvidi e porosi. Ottimi secondi sono il baccalà mantecato e le sarde in saòr, queste ultime preparate con acciughe e cipolle.

Il colore è l’elemento fondamentale del paesaggio di Burano, a partire dalle casette dei pescatori lungo i numerosi canali dell’isola. Questa tradizione nacque probabilmente per permettere agli abitanti della zona di riconoscere immediatamente la propria residenza.

Se Murano deve la propria fama mondiale al vetro, Burano si distingue invece per la tradizione del merletto, tramandata di generazione in generazione. Piazza Galuppi ospita il Museo del Merletto. Qui un tempo sorgeva la scuola che la contessa Alessandra Marcello aprì allo scopo di difendere la tradizione dell’isola e le sue tecniche. Nel museo si può assistere all’attività delle maestre merlettaie. All’esterno, in piena piazza, si può invece fare il giro delle bancarelle che vendono questi rinomati souvenir.

Nell’ambito dell’architettura sacra merita una segnalazione la Chiesa di San Martino Vescovo. L’edificio è famoso per il proprio campanile storto, inclinato sull’asse di poco meno di due metri a causa di un cedimento del terreno irregolare.

In ambito gastronomico, Burano è famosa per i bussolai, biscotti aromatizzati principalmente al rum o al limone. Erano i biscotti dei pescatori, preparati secondo la tradizione dalle mogli per dare loro l’energia necessaria durante le navigazioni.

Piccola e con un basso numero di abitanti, Torcello è famosa per il Ponte del Diavolo. Costruito secondo la più antica tradizione veneziana, presenta dei gradini ed è privo di parapetti ai lati. Secondo la leggenda, ogni 24 dicembre il diavolo si manifesta sul ponte assumendo le sembianze di un gatto nero. Da questa storia deriva il suo nome.

Risalente al VII secolo d.C., la Basilica di Santa Maria Assunta è forse la principale attrazione dell’isola. Al proprio interno conserva un magnifico ciclo di mosaici bizantini, raffiguranti sia la Vergine con il Bambino sia una scena del Giudizio Universale. Lo svettante campanile, alto quaranta metri, permette al pubblico di osservare il panorama dell’intera laguna una volta raggiunta la sommità. Non lontana dalla Basilica, la Chiesa di Santa Fosca risale probabilmente a prima del IX secolo. Al proprio interno ospita le spoglie di Fosca, matrona di Torcello.

Reperti artistici e archeologici si trovano nel Museo Provinciale di Torcello. Al suo interno è possibile ricostruire la storia dell’isola, che per secoli fu un punto nevralgico per gli scambi sia commerciali sia culturali.

Sulla via principale dell’isola, un ottimo luogo in cui provare la cucina locale è la Locanda Cipriani. La struttura dispone anche di camere nelle quali fermarsi. Numerosi sono i personaggi famosi che vi sono passati, tra i quali lo scrittore Ernest Hemingway, la cantante Maria Callas e la regina Elisabetta d’Inghilterra. Per un menù a base di pesce vi è Villa ’600, un’antica dimora immersa nel verde con vista sulla laguna.

Ricca di isole, la Laguna Veneta offre ai turisti numerose possibilità di scoprire località interessanti e tranquille. Custodisce inoltre un ricco patrimonio che va oltre la più rinomata Venezia.

Mauro Storace

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