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Brett Adcock e i suoi robot: la storia di un nuovo miliardiario finanziato da Microsoft, Nvidia, OpenAI e Jeff Bezos

Brett Adcock, un nome che sta rapidamente guadagnando risonanza nell’arena tecnologica, incarna il sogno dell’intelligenza artificiale e della robotica incarnata in Figure, la sua ambiziosa impresa. Con investimenti che superano i 750 milioni di dollari e una valutazione di 2,6 miliardi, Figure promette di rivoluzionare il panorama dei robot umanoidi.

Immerso nel suo laboratorio, Adcock interagisce con Figure 01, un robot umanoide che afferra con destrezza un’arancia su richiesta del suo creatore. Questo è solo l’inizio di un viaggio che punta a far sì che i robot diventino una presenza comune nelle nostre vite quotidiane.

La recente partnership con Bmw è solo uno dei passaggi chiave nel percorso di Figure verso l’importanza globale. Il finanziamento massiccio proveniente da nomi come Microsoft, Nvidia, OpenAI Startup Fund e persino Jeff Bezos mette in evidenza la fiducia nel potenziale di questa startup.

Tuttavia, non tutto è rose e fiori. Il cammino verso il successo è costellato di sfide, come dimostrato dalla necessità di perfezionare funzionalità fondamentali come il camminare del robot. Nonostante questo, il potenziale dei robot umanoidi è evidente, con il mondo progettato per gli esseri umani, la loro integrazione potrebbe essere rivoluzionaria.

Adcock stesso porta con sé una storia di successo e determinazione. Dalla sua infanzia in una fattoria nell’Illinois, ha navigato attraverso le acque del mondo finanziario prima di immergersi nella tecnologia. Con Vettery (co-fondato insieme al compagno della University of Florida, Adam Goldstein, un marketplace online rivolto ai lavoratori della finanza e dell’It, venduta poi al colosso del reclutamento Adecco Group nel 2018 per 110 milioni di dollari) e Archer Aviation (una compagnia di taxi aerei elettrici) tra i suoi successi precedenti, Adcock si è guadagnato una reputazione di imprenditore visionario.

All’inizio Adcock ha autofinanziato l’azienda: seppur non abbia rivelato di quanto si tratta, alcune fonti dicono che l’investimento iniziale sia stato di 20 milioni di dollari, insieme alla sua buonuscita da Vettery e le azioni vendute di Archer Aviation per un valore di almeno 70 milioni di dollari.

Ma il successo futuro di Figure non è garantito, tra la concorrenza (nel quale troviamo anche Tesla con il suo Optimus) e i tempi necessari perché i robot apprendano (per insegnare a Figure 01, ad esempio, a raccogliere un’arancia, gli ingegneri, che usano localizzatori ottici e videocamere, devono ripetere l’azione con il robot almeno 50 volte. Imparare più passaggi interconnessi per il lavoro in catena di montaggio potrebbe richiedere, dunque, parecchio tempo), la strada per il successo è accidentata. 

Tuttavia, con la determinazione e la visione di Adcock, Figure sta rapidamente emergendo come una forza da non sottovalutare nell’industria della robotica.

Il futuro dei robot umanoidi è ancora incerto, ma con figure come Adcock alla guida, sembra sempre più probabile che presto saranno una parte integrale delle nostre vite quotidiane.

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