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Bernard Arnault, il patron di LVMH, è l’uomo più ricco del mondo

Nella celeberrima classifica di Forbes delle persone più ricche del mondo, c’è un importante aggiornamento: Bernard Arnault supera ufficialmente Elon Musk e diventa l’uomo più ricco del mondo.

Il patron di Tesla e X, infatti, ha perso molto negli ultimi tempi, dovendo cedere il primo posto al presidente e amministratore delegato della società globale di beni di lusso Lvmh – la realtà dietro dozzine di marchi di beni di lusso come Louis Vuitton e Sephora.

Classe 1949, Arnault è fondatore, chairman e CEO della più grande società francese, che oggi detiene quasi i due terzi del settore della moda e del lusso a livello mondiale. 

Originario di una famiglia di industriali di Roubaix, in Francia, Bernard Arnault ha iniziato la sua carriera come ingegnere per la società di costruzioni Ferret-Savinel, diventandone presidente nel 1978. In seguito si occupa della riorganizzazione della holding Financière Agache, facendo diventare il brand Christian Dior il più importante. 

Dal 1989 è a capo di LVMH Moët Hennessy – Louis Vuitton, contribuendo a creare un colosso internazionale dei beni di lusso.

È stato insignito del titolo di Grand Officier della Legion d’Onore e Comandante dell’Ordine delle Arti e delle Lettere, le due più prestigiose onorificenze dello stato francese.

Il patrimonio netto di Arnault e della sua famiglia è cresciuto fino a 207,8 miliardi di dollari dopo un aumento di 23,6 miliardi di dollari venerdì, superando i 204,5 miliardi di dollari di Musk, secondo la lista dei miliardari in tempo reale di Forbes.

A far parte di questo impero anche i suoi cinque figli, che lavorano tutti presso Lvmh: recentemente due di questi sono stati nominati nel consiglio di amministrazione di Lvmh insieme ad altri due figli che erano già nel consiglio di amministrazione, con l’obiettivo di garantire il controllo familiare a lungo termine.

È infatti di ottobre la notizia che il patron del colosso del lusso si è assicurato il controllo della holding per i prossimi 30 anni. Il motivo? Il compimento del 25° anno di età del più piccolo della famiglia Jean Arnault (ora alla guida della divisone orologi di LVMH), evento che stabilizza definitivamente il controllo del gruppo, rendendolo inattaccabile per i figli del numero uno della società, il quale si è assicurato la governance dell’azienda fino al compimento del suoi 95 anni.

Prima di allora, se Bernard Arnault fosse venuto a mancare, il controllo della holdign francese sarebbe stato preso in mano temporaneamente dal direttorio di Protectinvest, una fondazione belga; lo scopo di questa azione era quello di proteggere “gli interessi finanziari e patrimoniali” della società fino ai 25 anni dell’ultimogenito. 

Ora che il figlio dell’imprenditore ha raggiunto l’età considerata idonea per la gestione dell’impero, le posizioni di potere al suo interno sono cambiate e, nel caso in cui il capostipite settantaquattrenne dovesse morire, il controllo passerà a Financière Agache, una società in accomandita per azioni, il cui capitale è suddiviso in parti uguali tra i suoi cinque figli e attraverso cui la famiglia possiede il 48,18% delle azioni e il 63,71% dei diritti di voto di LVMH.

Lo statuto della società, infatti, prevede all’articolo 10 che solo i figli del manager e i loro discendenti diretti possano essere azionisti della società, i cui titoli non potranno essere venduti fino al 2052.

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