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Il Castello delle Cerimonie confiscato ma il territorio protesta: La Sonrisa genera lavoro e prestigio per tutta la regione

La Corte di Cassazione ha stabilito la confisca del Castello delle Cerimonie, ovvero de La Sonrisa, la grande struttura ricettiva che si trova a Sant’Antonio Abbate, nel Napoletano, divenuta celebre al grande pubblico come location della serie tv in onda su Real Time. La sentenza però sembra non tenere conto né del futuro incerto dei lavoratori né del grande e prezioso indotto economico, turistico e di prestigio che la nota e lussuosa location offre a tutto il territorio regionale. 

L’odissea giudiziaria della Sonrisa è iniziata nel 2011, anno in cui gli inquirenti contestarono alcuni ampliamenti alla struttura originaria realizzati abusivamente, secondo le indagini, dal 1979, su un’area ampia oltre 40mila metri quadri e nel frattempo, negli anni, di volta in volta sanati con le leggi sul condono edilizio. Intanto alla tenuta sono stati organizzati i ricevimenti di migliaia di matrimoni ma non solo, la location ha visto numerosi vip e celebri ospiti, tra i quali Maradona e Sophia Loren, che hanno soggiornato nei suggestivi spazi dove l’ospitalità e la gentilezza regnano sovrani.

Con la sentenza, gli immobili e i terreni su cui sorge la struttura ricettiva sottoposti a sequestro saranno acquisiti nel patrimonio immobiliare del Comune di Sant’Antonio Abate, che potrebbe anche decidere di abbatterla oppure destinarla ad associazioni con finalità sociali, con un danno di proporzioni notevoli per tutto l’indotto economico, turistico e di lavoro che la prestigiosa struttura genera, grazie alla sapiente gestione della famiglia proprietaria, i Polese, che negli anni, con grande capacità imprenditoriale, hanno saputo trasformare la location in un polo di Attrattività internazionale, a beneficio di tutto il territorio campano.

La famiglia Polese che gestisce Il Castello delle Cerimonie ha annunciato un ricorso contro la confisca: “Siamo tutti avviliti, insieme alle nostre circa 300 famiglie che lavorano con noi tra diretto e indotto”, ha detto Ciro Polese, portavoce della famiglia Polese, al Corriere del Mezzogiorno.

IL CASTELLO DELLE CERIMONIE

“I registi Raffaele e Lorenzo Brunetti ci dicono sempre che quando hanno messo piede per la prima volta al castello è come se avessero sentito gli angeli cantare. Sono rimasti folgorati come San Paolo sulla via di Damasco. Da noi c’è un’aria magica”. A dirlo è Matteo Giordano, marito di Donna Imma Polese, figlia di “Don” Antonio Polese, protagonista della serie TV “Il Boss delle Cerimonie”, ambientata proprio nell’hotel caratterizzato da arredi in stile barocco, sia nelle decorazioni che nella tappezzerie che hanno reso quei cinque ettari di proprietà una location da sogno per eventi e ricevimenti, specialmente nuzionali, così come pernottamenti che hanno reso il comune di Sant’Antonio Abbate conosciuto a livello nazionale.

La grande struttura ricettiva La Sonrisa è diventata, anno dopo anno, un punto di riferimento non solo per le coppie che sognavano di sposarsi nella location più celebre d’Italia, ma anche per programmi televisivi oltre Real Time (nel 2012, per esempio, l’hotel è individuato dalla Rai quale sede di Napoli Prima e Dopo, il Festival della Canzone Napoletana) così come per molte celebrities, che si sono avvicendate nelle sontuose sale del Castello, dallo sport (come Diego Armando Maradona), al cinema (è stato scenario anche di alcuni film, come “Reality” di Matteo Garrone e “Matrimonio al Sud” di Paolo Costella), fino alla musica, con le esibizioni di Mario Merola e Gigi D’Alessio.

Nel 2014 arriva la consacrazione televisiva grazie al docureality Il boss delle cerimonie, incentrato attorno alla figura di “Don” Antonio Polese, il “boss”, per poi seguire, dopo la sua morte, la figlia Imma, con il conseguente cambio di nome ne Il Castello delle Cerimonie, continuando però a seguire l’organizzazione di matrimoni ai compleanni e molto altro.

LA PROTESTA DEI DIPENDENTI

Tutti i dipendenti si sono riuniti dalle prime ore del mattino proprio nell’hotel in cui lavorano e da lì si sono diretti al comune di Sant’Antonio Abate nella speranza che una loro delegazione venga accolta prima possibile dalla sindaca Ilaria Abagnale. 

“Noi abbiamo solo chiesto di poter avere la continuità del nostro lavoro per non perdere la dignità e chiediamo di farlo nel nostro luogo di sempre, Il Castello La Sonrisa” ha commentato una dipendente a L’Opinionista News.

La richiesta è chiara: garantire alla struttura la continuità lavorativa per tutti i dipendenti, circa 150 tra fissi e stagionali, che ora temono per il proprio futuro, anche in considerazione del consistente indotto che ruota intorno alle cerimonie che organizza il “Castello”, divenendo così un’importante fonte di reddito per circa 300 famiglie.

“Abbiamo chiesto rispettosamente le autorizzazioni alle forze dell’ordine e al Comune – ha spiegato una dipendente – perché noi non vogliamo disturbare né fare baccano. Però vogliamo fare capire che abbiamo bisogno di lavorare. Saremo ricevuti in delegazione dal sindaco, ma saremo in tanti, perché davanti al Comune porteremo anche le nostre famiglie”

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