HomeProfessionisti al topQuindici imprese socie di Impronta Etica siglano il “Patto per l’acqua” 

Quindici imprese socie di Impronta Etica siglano il “Patto per l’acqua” 

[arm_restrict_content  plan=”4,”  type=”show”]

Un impegno formale per gestire la risorsa idrica in modo sostenibile: questo l’accordo siglato da quindici aziende facenti parte di Impronta Etica, un’associazione nata per la promozione e lo sviluppo della sostenibilità e della responsabilità sociale d’impresa

Nata nel 2001, Impronta Etica è un’associazione senza scopo di lucro che mira a favorire in Italia e in Europa processi orientati alla sostenibilità, fungendo da stimolo per le imprese associate a tradurre la propria tensione all’innovazione verso esperienze di leadership di competitività sostenibile, è inoltre National Partner Organization di CSR Europe, una delle più importanti organizzazioni a livello europeo per la promozione della sostenibilità.

All’interno delle sue numerose iniziative, l’associazione si è fatta promotrice presso le sue imprese socie di un Patto per l’acqua, un impegno a migliorare la gestione dell’acqua con un utilizzo più sostenibile e responsabile della risorsa: a sottoscriverlo quindici aziende partner (Aeroporto di Bologna, Camst Group, Crif, Consorzio Integra, Coop Alleanza 3.0, Fruttagel, Granarolo, Gruppo Hera, Lavoropiù, Legacoop Bologna, Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna s.p.a, Rekeep, Romagna Acque, SCS Consulting, Tper), che si assumono l’impegno a realizzare azioni concrete

La tutela dell’acqua, infatti, va vista come una responsabilità condivisa: secondo i dati del Rapporto mondiale delle Nazioni Unite sullo sviluppo delle risorse idriche 2021, il consumo globale di acqua è cresciuto costantemente negli ultimi 40 anni e la tendenza è destinata a persistere fino al 2050, a causa della crescita demografica, dello sviluppo socioeconomico e dei mutamenti nei modelli di consumo. Oggi sono due miliardi le persone che non hanno accesso all’acqua potabile sicura, mentre 3,6 miliardi non accedono a servizi sanitari affidabili.

L’Italia è un Paese particolarmente vulnerabile al riscaldamento globale. L’area del bacino del Mediterraneo viene classificata come un hotspot climatico, in quanto più esposta agli effetti della crisi climatica, e in Italia la crescita delle temperature presenta il doppio della velocità rispetto alla media del pianeta. Tale condizione si traduce caratterizzando l’Italia come uno dei paesi al mondo classificato, secondo l’indice di stress idrico del WRI (World Resources Institute), tra i Paesi con livello di stress idrico alto, con il Centro e il Sud Italia particolarmente colpiti in termini di carenza d’acqua

“Attraverso questo nostro patto ci impegniamo a sviluppare pratiche sostenibili e innovative per l’uso efficiente dell’acqua e per contribuire ad assicurare la sua disponibilità nei territori in cui operiamo – ha dichiarato Giuseppina Gualtieri, presidente Impronta Etica – La tutela dell’acqua è una responsabilità condivisa, insieme ai nostri soci vogliamo creare un impatto positivo duraturo sulle risorse idriche e sulle comunità”.

Gli ambiti di attività vanno dall’ottimizzazione di consumi e prelievi idrici fino alla gestione dei rischi. Le imprese che hanno aderito si impegnano a sviluppare strategie per ottimizzare le risorse idriche e ridurre gli sprechi, creare partnership con altre realtà del territorio per iniziative comuni, coinvolgendo anche le scuole, sostenere la creazione di un network di aziende capaci di incentivare la regolazione delle risorse idriche, sensibilizzare sul tema.

Il Patto nasce dalla consapevolezza del ruolo cruciale che l’acqua riveste, e rivestirà sempre più, per la sostenibilità delle aziende e per la prosperità delle comunità, mettendo davanti gli imprenditori alla necessità di affrontare una serie di sfide complesse e interconnesse, che passano anche dalla sensibilizzazione pubblica dall’educazione, strumenti fondamentali per promuovere una maggiore consapevolezza sulla gestione sostenibile dell’acqua e per incentivare comportamenti responsabili nei confronti di questa risorsa vitale.

I sei punti cardine del Patto

  1. Consumi e prelievi: l’impegno a ottimizzare l’impatto sulla risorsa idrica, attraverso il monitoraggio dei consumi e dei prelievi idrici e l’individuazione e implementazione di iniziative specifiche.
  2. Gestione dei rischi: riconoscimento dell’importanza strategica della risorsa idrica e l’impegno a identificare e gestire i rischi associati, che possono avere impatti significativi sulle attività aziendali e per le comunità di riferimento.
  3. Azione collettiva: nell’individuazione e implementazione di iniziative per la salvaguardia della risorsa idrica, impegnandosi ad individuare le possibili collaborazioni con start-up, imprese, organizzazioni della società civile, istituzioni.
  4. Diffusione di una cultura positiva: impegno a diffondere una cultura positiva attraverso attività di educazione e sensibilizzazione degli stakeholder sull’importanza della gestione responsabile della risorsa idrica.
  5. Catena del valore: per promuovere la gestione sostenibile della risorsa idrica, coinvolgendo attivamente gli attori della nostra catena del valore al fine di mitigare gli impatti indiretti rilevanti.
  6. Rendicontazione: rendicontazione annuale delle iniziative intraprese e i risultati raggiunti assicurando trasparenza e responsabilità.

[armelse]

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Must Read

spot_img