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Una giornata speciale per donne speciali Express yourself

Sapete quando qualcuno vi racconta qualcosa che vi colpisce dritto al cuore?

Quando le parole dell’altro dicono esattamente ciò che si sta facendo spazio dentro alla vostra anima?

Ecco, è da lì che è nato tutto.

Un giorno succede che Manuela e Chiara esplicitano il loro desiderio di restituire bellezza e dignità a persone che ne abbiano bisogno, per i motivi più disparati. Ci parlano della potenza della terapia dell’immagine e degli effetti che ha: autostima rafforzata, benessere emotivo, coraggio di mettersi a nudo davanti all’obiettivo, forza di guardarsi dritto negli occhi, fiducia in se stessi.

Quello che ci viene in mente di fotografare questa volta non sono i bambini, non sono le persone con disabilità, ma sono quelle immense e fortissime donne che lottano dietro le quinte e che hanno in mano la regia di vite complesse, piene di ostacoli, di ferite e di preoccupazioni, ma anche di risate fragorose, di intimità impensabili coi propri figli, testimoni di scene di vita quotidiana così bizzarre da non essere alla portata di tutti.

Abbiamo messo al centro le madri di figli con fragilità, perché tutti sappiamo che dietro ad una persona in difficoltà c’è chi regge sulle spalle la piena responsabilità della situazione, si fa in quattro per il bene della propria creatura, rinuncia a sé per l’altro, dimentica bisogni e sogni per realizzare al massimo quelli di chi fatica ad ottenere anche solo la metà delle soddisfazioni e delle gioie che la vita può offrire.

Tutti lo sanno, ma pochissimi ne parlano.

Ecco allora il forte desiderio di raccontare l’energia di queste donne speciali, potenti nella loro fragilità, bellissime nelle loro lacrime, guerriere nella loro disperazione, silenziose nel loro dolore che urla dentro, fiere dei propri figli, orgogliose della loro vita pienamente vissuta perché pienamente donata.

Prendersi cura di un figlio con disabilità è soprattutto una grande occasione di crescita, un’opportunità di evoluzione e di miglioramento del proprio essere madre, donna, moglie, persona umana.

Sapete perché? Perché la fragilità ha l’incredibile potere di sprigionare le migliori energie dell’essere umano, fa emergere la nostra parte più luminosa e virtuosa, avvicina le persone e favorisce la relazione, ci mette in contatto con la dimensione più umana dell’umano. La fragilità

e il limite non ci devono spaventare perché fanno profondamente parte della vita, sono dimensioni da esplorare e lavorare, non da temere.

Quelle donne siamo tutti noi: timide, fiere, sorridenti, leggere, pensierose, preoccupate, sole, perse nelle vite degli altri, imbarazzate, accoglienti, affascinanti.

Quello che abbiamo imparato da questa esperienza?

Che ognuno di noi è una creatura meravigliosa e straordinaria, bellissima, soprattutto quando qualcuno ci dà la possibilità di esprimere tutto ciò che siamo e ci mette nelle condizioni di far emergere la nostra parte più vera.

Una domanda: come mai ci dimentichiamo così spesso di tutto ciò e viviamo i nostri giorni senza pensare a quanto valiamo e quanto valgono gli altri?

LA PAROLA ALLE DONNE, SPECIALISSIME MAMME TERESA

Il pomeriggio di scatti è stato un tempo pensato per noi, per farci stare bene e sentire belle.

Abbiamo riso per tutto il pomeriggio, ci siamo stupite guardandoci allo specchio dopo il trucco, quasi non ci riconoscevamo! Eravamo diverse!

Non sempre io mi vedo bella, perché sono madre di un ragazzo “fragile” al quale devo dedicare tempo e il mio essere donna scompare nella fragilità di mio figlio. A volte penso che prendermi cura di me stessa mi aiuti a ricaricare le pile: così vado dal parrucchiere o a prendere un caffè al bar con un’amica.

Dietro questa maschera di madre forte c’è sempre una donna che lotta per suo figlio.

ALMA

Quando mai mi succede che qualcuno mi metta al centro dell’attenzione e mi dedichi del tempo? Mai!

Io non mi piaccio, perché la mia idea di bellezza corrisponde all’immagine di una donna magra e in forma e…io non sono così.

A me piace la bellezza e io bella non mi sento.

Ho poca autostima e soprattutto sono al 99% mamma e all’1% donna. Di me mi occupo pochissimo.

Sento di dipendere dai miei figli e dal loro benessere. Ho dato loro tutta la mia vita: sono fatta così, vivo di emozioni e di pancia.

Avere un figlio con autismo mi ha trasformata nella sua “prigione”. Lo proteggo e lo contengo affinché faccia meno danni possibili.

Io sono la sua prigione e lui è prigioniero della sua patologia.

Durante gli scatti fotografici Manuela mi ha detto “Non nasconderti”. E da quell’istante ho smesso di indossare la maschera di donna forte che sempre indosso e mi sono lasciata andare…Mi ha colpito la dolcezza delle fotografe e la loro cura nel dedicarci del tempo e nel metterci al centro dell’attenzione.

Ho portato con me una sensazione di gioia per parecchi giorni dopo quel pomeriggio così prezioso.

So che se io sto meglio la mia famiglia può giovare di questo e avere maggiore serenità. Ho bisogno di imparare a prendermi più cura di me ed è ora di iniziare a volermi bene!

IRENE

La proposta di farci fotografare è stata bellissima. Finalmente, dopo quasi due anni di isolamento e distanziamento, abbiamo trascorso un bel pomeriggio insieme e in allegria: ci mancava tanto!

Negli scatti che mi hanno fatto mi piaccio. Sono io! E io sono prima di tutto una mamma…

Quando è nato mio figlio e ho ricevuto la diagnosi, una voce all’orecchio mi ha detto: “Aiutalo, aiutalo!”. Questa voce mi accompagna sempre e mi sono presa l’impegno di aiutarlo, ogni giorno, di prenderlo per mano e affrontare insieme le difficoltà della vita. Sapete ora cosa vivo? Adesso è lui che aiuta me, è grazie a lui che riesco ad affrontare alcune situazioni dolorose, è lui che con la sua spontaneità e sensibilità particolarissime, si prende cura di me e mi fa sentire amata. Mio figlio mi insegna tanto ed è la mia forza!

MONICA

Era da tanto che non dedicavo qualche ora esclusivamente a me e alla mia persona. Il pomeriggio di scatti nello studio fotografico è stato piacevole, ma non facile per me: ogni volta che mi ritaglio del tempo mi sento in colpa perché non sto con mio figlio e tolgo del tempo a lui. Non penso quasi più a me come donna, il mio lato più femminile purtroppo viene messo sempre più da parte e ultimamente la mia autostima è finita sotto le scarpe. Il mio essere madre prevale su ogni aspetto della mia vita, sento su di me tutta la responsabilità di mio figlio. Mi rendo conto della sua fragilità, ma per me lui è un figlio e basta, aldilà di tutti i limiti e le difficoltà. La mia preoccupazione è per il suo futuro, perché non ha tutti i mezzi che possono avere gli altri giovani per affrontare la vita. L’immagine di me che questo servizio fotografico mi ha restituito mi rispecchia molto: sono proprio io in queste foto!

GIOVANNA

La prima volta che mi sono sentita chiamare mamma dal mio primo figlio ho pianto di felicità, ho provato una sensazione di gioia immensa che fatico a descrivere perché certe emozioni non si possono esprimere in parole. Dopo qualche anno è nato il mio secondo figlio, finalmente ero doppiamente mamma. Questa volta l’essere madre ha assunto un significato molto più importante, ero stata scelta per esserlo di un figlio speciale! La mia vita ha subito una svolta inaspettata; da subito ho capito che da lui non mi sarei mai sentita chiamare mamma con la voce, ma che me l’avrebbe detto con gli occhi, con i sorrisi e in tanti altri modi. Ho preso per mano il mio bambino fragile ed abbiamo percorso questa strada fatta di momenti di dolore, disperazione, pianti ed ostacoli a volte più grandi di noi. Non ci siamo mai arresi di fronte a niente e nessuno

e poi sono arrivati anche i momenti di grandi gioie e sorrisi; abbiamo incontrato molte persone speciali che ci hanno accompagnato nel nostro percorso e non ci hanno fatto sentire soli. Essere donna quando si ha un figlio con fragilità assume un ruolo secondario, la priorità non è sentirci belle noi ed in ordine, ma è far sentire bene ed il più sereni possibile i nostri figli, nonostante le loro fragilità. Poi un giorno ti chiamano e ti propongono di posare per un servizio fotografico per un progetto sulle mamme di figli speciali ed accetti. Ti vesti con cura, vai dal parrucchiere, ti fai truccare e poi fotografare. Sai che quell’obiettivo ti farà apparire bella come forse non ti sei mai sentita, perché non mostrerà solo l’immagine estetica di te, ma anche la tua anima di donna forte che da anni lotta e continuerà a lottare per suo figlio.

È stato un momento molto speciale per me aver condiviso questa esperienza con altre mamme: abbiamo riso, scherzato, ci siamo divertite con la consapevolezza che staccare la spina per qualche ora ci può servire per poi ritornare al nostro ruolo di mamme più forti e grintose di prima. Grazie a tutti voi per averci fatto sentire donne speciali per qualche ora.

LORETTA

Il pomeriggio di scatti da Manuela e Chiara è stato un momento in cui abbiamo potuto essere noi stesse, senza ruoli sociali, professionali, genitoriali.

Mi sono sentita in un mondo parallelo, come Alice nel paese delle meraviglie!

E’ stato un pomeriggio di pura vitalità: avevamo troppe energie trattenute, troppe parole non dette dopo così tanti mesi in cui stare insieme ci è stato vietato.

Ogni tanto sento profondamente l’esigenza di stare con amiche, solo con donne, per momenti puramente al femminile, vivendo in casa con un marito e quattro figli maschi. Il mio essere madre di un figlio con fragilità e il mio essere donna, dentro di me, convivono, ma non tranquillamente, sono in un equilibrio dinamico.

Il vero scontro è con la realtà esterna.

L’atteggiamento che puoi incontrare negli altri va dalla commiserazione, al fraintendimento fino alla malsopportazione.

Devo sempre essere disposta a mettermi a nudo totalmente se voglio essere capita.

Noi mamme non siamo tristi perché abbiamo avuto figli “speciali”, ci rende tristi saperli più esposti alle intemperie della vita.

Tutte le donne diventano guerriere il giorno in cui partoriscono: qualcuna è destinata a battaglie più cruente, più lunghe, più faticose, ma non ci sono eroi senza grandi ostacoli da superare. Il confronto con certe problematiche H24 lo considero un privilegio.

Nascere donna è un grande dono, noi abbiamo una marcia in più. Viva le donne che portano il peso del mondo!

*Le frasi in grassetto saranno trascritte sui cartoncini e appese sotto i quadri

PENSIERI DI ROBERTA SULLE MAMME da scrivere sotto i quadri

LORETTA

Quello che succede nella nostra vita o ci fa evolvere come persone oppure ci fa implodere.

Lei ha scelto di camminare verso se stessa…

IRENE

Il rispetto profondo di una madre nei confronti del proprio figlio rende i gesti semplici di vita quotidiana momenti densi di cura e di amore

GIOVANNA

Una mamma che dice “Mio figlio non è solo mio, ma è figlio di tutta la comunità ed è un dono, per me e per gli altri” è una donna speciale

ALMA

Non mollare mai è il suo motto, lottare sempre la sua missione, sognare anche per suo figlio il suo obiettivo. Poi arrivano le lacrime, ma da lì si riparte, sempre.

MONICA

Sbatte forte la testa contro le difficoltà, soffre e si fa male. Fa qualche passo indietro, prende la rincorsa, salta e supera gli ostacoli, prendendo per mano suo figlio

TERESA

Ha accettato la sfida che la vita le ha posto davanti, sta guardando in faccia la realtà e a testa alta la sta affrontando, con una dignità e una femminilità da augurare a tutte le donne

TESTO DI MANUELA E CHIARA (studio Lovo)

Del servizio fotografico che abbiamo realizzato in studio con le mamme dei ragazzi del Centro Gazza Ladra potremmo dire tantissime cose. In primis che ci siamo divertite, che abbiamo bevuto un the caldo come se ci conoscessimo da sempre, che abbiamo riso come non succedeva da tempo, ma questo non aggiungerebbe nulla al fatto che dall’esterno alcuni potrebbero dire: “E’ solo un servizio fotografico!”. In effetti, è così.

Ma possiamo anche dire con certezza che per chi nella vita è impegnato a risolvere problemi veri che molti di noi nemmeno riescono ad immaginare, farsi fare un ritratto è un vero atto di coraggio. Significa mettersi alla prova ancora una volta e conoscere un pezzetto di se’, un’immagine che potrebbe anche non piacere, ma che racconta di loro più di quanto possano e vogliano fare con le parole.

Non possiamo che ringraziarvi per questo regalo, per averci permesso di scrivere un pezzettino delle vostre storie con fiducia totale.

Vorremmo dire direttamente a voi: Grazie!

Ci avete dimostrato che cos’è la bellezza, quella vera.

Ci avete fatto capire che si può sorridere nonostante tutto, che dovremmo lamentarci meno di problemi futili e prendere a piene mani, CON ENTUSIASMO, esattamente come avete fatto voi, le occasioni che ci permettono di conoscerci meglio, anche quelle più lontane dal nostro mondo!

E infine la conferma che una chiacchiera e un pomeriggio tra amiche è una gran bella terapia. Le vostre fotografe

Manuela e Chiara parole della truccatrice parole di Carmelo

“C’è qualcosa di potente nella fragilità delle donne e soprattutto c’è una forza incredibile in quelle che convivono quotidianamente con la difficoltà e il limite”

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