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Mercato delle auto usate: nel 2021 in Piemonte 227.373 passaggi di proprietà (+14,9%)

Non sempre alla crescita del mercato dell’usato corrisponde un aumento del fatturato per gli autoriparatori.

Dino De Santis, Presidente di Confartigianato Torino:” La difficoltà di reperimento del materiale di bassa movimentazione e rincari materie rendono complicato pianificare l’attività e rispettare le tempistiche di consegna”.

Cresce il mercato delle auto usate in Piemonte. Le auto sono sempre più introvabili, i tempi d’attesa si allungano e chi ha bisogno di cambiare subito la vettura, si rivolge al mercato dell’usato.

Un mercato in forte crescita, in Piemonte, dove nel 2021 si sono registrati 227.373 passaggi di proprietà di auto usate, in rialzo del 14,9% sull’anno precedente che vede in testa Torino con 113.358 volture (+16,3% di crescita sul 2020)

 I consumatori hanno preferito l’automobile di seconda mano non solo per una questione di consegna a breve termine ma anche perché scarseggiano le risorse economiche per acquistare il nuovo.

 Secondo i dati interni di AutoScout24, il 53,4% delle richieste totali ricevute nel 2O21 ha riguardato vetture diesel, seguite dalle auto a benzina (38,8%). Sul fronte ibrido ed elettrico, invece, nel mercato dell’usato si è ancora agli inizi, con solo il 2,2% delle richieste totali. Ma guardando alle previsioni di acquisto, chi dichiara di voler comperare questa tipologia di alimentazione è passato dal 3% di un anno fa al 9% attuale. Sta nascendo, quindi, anche nell’usato un mercato interessante per ibride ed elettriche.

Ma non sempre alla crescita del mercato dell’usato corrisponde un aumento del fatturato per gli autoriparatori.

“Durante il lockdown gli autoriparatori sono rimasti aperti per garantire un servizio agli operatori dei settori essenziali – commenta Dino De Santis, Presidente di Confartigianato Torino – ma per molti mesi le autovetture sono rimaste nei garage, anche a causa delle chiusure forzate e dello smart

working, causando la diminuzione degli interventi e del fatturato.
Altro scoglio post-pandemico consiste nella difficoltà di reperimento del materiale di bassa movimentazione, determinando una domanda maggiore rispetto alla produzione, con attese di consegne che si allungano e quindi perdita di occasioni di lavoro. E ora bisognerà anche ritoccare i l prezzi in base all’aumento dei ricambi e dei rincari esponenziali delle bollette di luce gas. Tutto questo rende sempre più complicato pianificare l’attività e rispettare le tempistiche di consegna”.

“Voglio ricordare che il settore degli autoriparatori aveva chiesto, a suo tempo -conclude De Santis – il riconoscimento delle spese, da detrarre dalla dichiarazione dei redditi, per gli interventi di manutenzione e riparazione dei veicoli in circolazione. Un provvedimento che potrebbe far ripartire il comparto”.

Michela frittola, ufficio stampa Confartigianato Torino tel. 331/9332430 —

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