L’associazione culturale musicale è un punto di riferimento per la formazione artistica, a partire dalle generazioni più giovani
Il talento è una scintilla ma nel mondo della musica – come in tanti altri settori – saper crescere significa prima di tutto mettersi in ascolto: studiare, sbagliare, fare esperienza e riconoscere che ogni traguardo è solo una tappa di un percorso più lungo. Il palco è un sogno, ma dietro le luci ci sono disciplina, dedizione e rispetto per l’arte. Coltivare il talento con umiltà vuol dire trasformare una passione in competenza, imparando ogni giorno qualcosa di nuovo.
Da diversi anni l’associazione culturale musicale CasaFox, presieduta Oscar Pavanello – che è anche tra i fondatori – è un punto di riferimento per la formazione artistica sul territorio. L’associazione nasce con l’obiettivo di diffondere la cultura musicale e promuovere iniziative di animazione ed educazione, sviluppando la conoscenza dell’arte in tutte le sue forme. Oggi conta quasi 200 allievi, 3 sedi e 5 studi per corsi di canto, pianoforte, chitarra, basso, batteria e strumenti a corda, oltre a percorsi dedicati ai music producer, tecnico del suono, speaker radiofonico e deejay set.
“CasaFox – spiega Pavanello- nasce da DeejayFox Radio Station, una web radio creata dall’ex Presidente “Flavio Zagato” che già negli anni ’70 viveva l’emozione di “fare radio” nelle cantine attrezzate con trasmettitori a valvola, giradischi, e registratori a bobine. L’associazione nasce per formare ragazzi giovani che iniziano per curiosità e magari si interessano a ciò che c’è dietro al palco». Perché se il sogno iniziale è salire su un palco, presto si scopre che dietro ogni esibizione servono studio, tecnica e professionalità. L’obiettivo è accompagnare i ragazzi in un percorso di crescita, trasformando una passione in consapevolezza e insegnare loro il “mestiere della musica”: sia per chi salirà sul palco come artista sia per chi potrà lavorare dietro le quinte con mansioni tecniche.
CasaFox è anche una palestra di vita fin dalla tenera età, grazie a corsi propedeutici per bambini dai 6 anni, per introdurli alla musica in modo graduale. “Molti ragazzi frequentano la scuola da quando erano piccoli – conclude Pavanello – e questo è segno di un ambiente sano dove crescere insieme. Non si smette mai di imparare: per poter lavorare nel settore musicale in vari ambiti servono esperienza e studio».
E qui, la musica diventa davvero un viaggio di crescita personale. Perché nella musica, come nella vita, non si smette mai di crescere.



