Un vero e proprio museo, all’interno dei proprio stabilimento, racconta un brand capace di imporsi nell’immaginario collettivo
Da oltre un secolo e mezzo icona dell’aperitivo, Campari è diventata nota anche grazie all’attenzione che da sempre riserva alla comunicazione. Dal 2010, anno del centocinquantennale, la palazzina liberty di Sesto San Giovanni, primo quartier generale del marchio, ospita al proprio interno la Galleria Campari. Si tratta di uno spazio espositivo nel quale arte, pubblicità e cultura d’impresa si incontrano.
La Galleria propone un ricco percorso immersivo distribuito sui due piani dell’edificio. Il primo piano accoglie una vasta collezione di manifesti pubblicitari, caratterizzati dalle storiche illustrazioni e grafiche di artisti come Leonetto Cappiello, Fortunato Depero, Marcello Dudovich e Adolfo Hohenstein. Sono presenti anche i lavori degli anni Sessanta e Settanta firmati da Franz Marangolo, gli ultimi prima che la comunicazione pubblicitaria passasse definitivamente alla fotografia.
Spazio trovano anche gli spot televisivi, dai Caroselli alle collaborazioni con importanti cineasti. Tra questi figurano Federico Fellini, autore di Una favola moderna nel 1984, e l’indiano Tarsem Singh, che nel 1998 firmò Il Graffio, video a contenuto saffico. Il percorso arriva fino ai più recenti cortometraggi diretti, tra gli altri, da Paolo Sorrentino, Stefano Sollima e Matteo Garrone.
Il secondo piano mostra invece l’evoluzione del brand attraverso il suo immaginario. Qui trovano posto numerosi oggetti simbolo, tra cui bottiglie e bicchieri storici, strumenti di miscelazione, pezzi di design e articoli di merchandising. Sono elementi che raccontano una storia iniziata nella Galleria Vittorio Emanuele di Milano, all’interno dell’omonimo Caffè Campari.
Alle esposizioni permanenti si affiancano una serie di installazioni che consentono al pubblico di approfondire ulteriormente la conoscenza dell’universo del brand.
Dal 23 ottobre 2025 al 2 giugno dell’anno in corso la Galleria ha ospitato “RED CARPET: Il cinema dei sogni. Campari e l’immaginario del divismo, 1900–1960”. La mostra ha esplorato il tema del divismo nella storia del cinema, mettendolo in relazione con la comunicazione pubblicitaria dei primi decenni del Novecento. La rassegna ha raccolto materiali provenienti, tra gli altri, dal Museo del Cinema di Torino e dall’Archivio Luce di Cinecittà.
L’orario di visita della Galleria Campari è il sabato e la domenica dalle 10.30 alle 18.00, con ultimo ingresso alle 17.00. In caso di visita autonoma con audioguida, il prezzo del biglietto intero è di 12 euro. Il ridotto, riservato agli ospiti tra i 13 e i 26 anni, agli studenti universitari e ai gruppi organizzati fino a quindici persone, costa invece 8 euro.
Per i bambini sotto i 12 anni l’ingresso è gratuito. Lo stesso vale per i dipendenti del Gruppo Campari e per le persone con disabilità accompagnate.
Mostre temporanee, attività culturali e iniziative didattiche sono gli strumenti attraverso cui un brand ormai di rilevanza internazionale continua a raccontarsi. La Galleria Campari sottolinea il rapporto tra impresa e creatività, consolidandosi come punto di raccordo tra patrimonio storico e contemporaneità visiva.
Mauro Storace







