HomeVivere SostenibileConfindustria promuove la cultura della sostenibilità

Confindustria promuove la cultura della sostenibilità

CNVV attiva per capire cosa chiede l’Unione E e com’è possibile concretizzare gli obiettivi di sviluppo sostenibile

Radici Chimica Spa, azienda cuore della chimica made in Italy di RadiciGroup, ha ospitato il convegno “L’approccio ESG come strategia d’impresa”, promosso da Confindustria Novara Vercelli Valsesia (Cnvv) per fornire alle imprese associate informazioni, formazione e consulenza sui temi legati agli indicatori di natura non finanziaria che misurano l’impatto ambientale (E), il rispetto dei valori sociali (S) e gli aspetti di buona gestione (G) di una organizzazione.

I lavori sono stati aperti da Maurizio Radici, vicepresidente di RadiciGroup «Attenzione alle persone, all’ambiente e alle comunità locali. Sono valori da sempre nel DNA del nostro Gruppo, da oltre 80 anni. Oggi rientrano nei cosiddetti indicatori di natura non finanziaria e, per tutte le aziende, sono sempre più importanti. L’incontro ci ha permesso di capire come si sta evolvendo la normativa, cosa ci chiede l’Unione Europea e come, tutti insieme, possiamo concretizzare gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Il primo passo è senza dubbio confrontarsi, condividere e promuovere modelli di business sostenibili, di lungo termine e a beneficio di tutto il territorio».

Gianni Filippa, presidente di Cnvv ha riportato le parole di Larry Fink, Ceo di BlackRock Inc, – «Chiediamo alle imprese di dimostrarci come intendono assumersi le proprie responsabilità nei confronti degli azionisti, anche attraverso solide pratiche e politiche ambientali, sociali e di governance» – e citato come esempio un passaggio del Codice etico di RadiciGroup, secondo cui «formalizzare principi e regole non è un punto di arrivo o un vincolo. È un punto di partenza per migliorarci ogni giorno senza perdere di vista la nostra identità comune, è uno stimolo ad impegnarci sempre più, individualmente e collettivamente».

Sono seguiti gli interventi di Roberta Lombardi e di Eliana Baici, del Dipartimento per lo Sviluppo sostenibile e la transizione ecologica dell’Università del Piemonte orientale: «Tutti i Governi – hanno spiegato – hanno approvato i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) ma il loro successo dipende fortemente dall’azione e dalla collaborazione di tutte le parti coinvolte; tra queste le imprese rappresentano un attore fondamentale per il ruolo che svolgono nella vita economico-sociale delle comunità in cui operano. L’impresa che adotta la logica ESG non solo contribuisce al raggiungimento degli obiettivi SDGs a livello macro, ma avrà dei vantaggi anche a livello micro e può accrescere le sue performance: stimolando una produzione innovativa che apra nuovi segmenti di mercato, migliorando la propria immagine, accrescendo l’efficienza operativa e la produttività attraverso un maggior coinvolgimento del personale e attirando risorse da parte degli investitori attenti alla sostenibilità. Adottare pratiche ESG da parte delle imprese secondo il 90% delle rilevazioni riduce il costo del capitale, nell’88% dei casi analizzati migliora la performance operativa e secondo l’80% degli studi influenza positivamente l’andamento del prezzo delle azioni».

Daniela Bernacchi, segretario generale dell’UN Global Compact Network Italia, organismo impegnato nella promozione della Corporate Sustainability tra imprese e organizzazioni italiane, ha sottolineato che «il ruolo del settore privato è fondamentale per il compimento dell’Agenda 2030 e UN Global Compact sostiene le imprese con strumenti dedicati nel loro percorso verso la sostenibilità. Per il 2022, il Network focalizza il suo programma attività su tre aree tematiche, che sono la Climate Action, il Gender e la lotta alle disuguaglianze. Tutte le aziende, a prescindere dalle dimensioni e dalla localizzazione geografica, sono chiamate a giocare un ruolo cruciale al fianco dei Governi e della società civile: è urgente incrementare l’impegno di tutti se vogliamo veramente raggiungere i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile nei prossimi nove anni».

Un’anteprima sulla normativa per il futuro della rendicontazione è stata presentata da Franco Amelio, Sustainabilty Leader di Deloitte&Touche. «In aprile 2021, la Commissione Europea ha adottato una proposta di Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD): i report di sostenibilità 2023 (pubblicati nel 2024) non potranno più essere pubblicati separatamente, ma saranno inclusi nella relazione sulla gestione con l’obiettivo di capitalizzare il potenziale del mercato unico europeo per contribuire alla transizione verso un sistema economico e finanziario pienamente sostenibile e inclusivo, accrescendo il valore delle aziende».

Hanno poi testimoniato le aziende che contribuiscono quotidianamente alla crescita del tessuto economico del territorio e che hanno evidenziato come la sostenibilità sia importante farla in concreto.

Stefano Alini, CEO di Radici InNova ha aperto il suo speech presentando il Bilancio di Sostenibilità 2020 di RadiciGroup: «Da oltre 15 anni ci impegniamo nella rendicontazione di tutte le nostre attività attraverso la pubblicazione del Report che, dal 2010, è anche certificato secondo il modello GRI Standards. Numerose sono le iniziative su cui stiamo lavorando per offrire soluzioni sempre più sostenibili e frutto di un grande lavoro di ricerca a e innovazione: dal progetto Ulisse in cui abbiamo dimostrato la possibilità di produrre poliammidi a partire da materie prime rinnovabili fino alla realizzazione di una tuta da sci per lo Sci Club RadiciGroup a partire da filati riciclati e totalmente riciclabile a fine vita. E una cosa è importante sottolineare: l’economia circolare non si fa da soli, è necessario mettersi continuamente in gioco e lavorare in team con la filiera, le istituzioni e tutti gli stakeholder».

Giovanni Versaci, Strategy Director di Gessi Spa, riflettendo sull’instabilità e la sfiducia verso il futuro causati dalla pandemia, ha evidenziato che «in questo contesto le aziende, che Gian Luca Gessi chiama “Casa-Azienda”, hanno sempre più la responsabilità di diventare il nuovo punto di riferimento per la società. L’analisi generazionale mostra come i consumatori scelgono le aziende sulla base della loro credibilità.  Gessi ha da sempre basato il suo percorso sulla fiducia crescendo grazie ad un modello di business sostenibile. L’azienda, attraverso il primo bilancio di sostenibilità, racconta sé stessa condividendo la sua storia e i suoi valori».

Mario Cerutti, Chief Institutional Relations & Sustainability Officer di Lavazza Group, ha spiegato che «il Gruppo Lavazza negli ultimi anni è cresciuto in tutto il mondo, con una presenza in 140 paesi e oltre 4.000 dipendenti: un percorso di crescita in cui si è scelto di mantenere, anzi rafforzare, il profondo legame con il territorio di origine, il Piemonte. Il processo di integrazione dei criteri ESG nel business guida le decisioni dell’azienda, secondo un senso di responsabilità verso le comunità in cui operiamo al centro del nostro Manifesto di sostenibilità e recentemente esemplificato dall’hub vaccinale che abbiamo organizzato presso la Centrale di Nuvola Lavazza a Torino e alle diverse iniziative di community engagement locale».

Cecilia Cerra, Head of Corporate Social Responsibility di Loro Piana Spa, ha presentato il “Polo Circol-Abile”, costituito da uno spazio artigianale e un laboratorio multi-attività all’interno di uno degli stabilimenti dell’azienda, «in cui lavorano persone diversamente abili e che risponde a due esigenze: dare “nuova vita” agli scarti e alle obsolescenze e adempiere agli obblighi di assunzione di personale tutelato ai sensi della Legge 68/1999 e Dlg. 276/2003. Un progetto che ha un impatto positivo sull’ambiente, perché aiuta a diminuire i materiali non utilizzati e a contrastare gli sprechi, e sul Business, in quanto portatore di soluzioni economiche innovative e sostenibili; ma che sta anche rafforzando una mentalità inclusiva e si è fatto promotore di una reale integrazione della diversità».

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