HomeEventiDieci anni dopo David Bowie è ancora un mito

Dieci anni dopo David Bowie è ancora un mito

Nel decennale dalla sua scomparsa il mito del Duca Bianco continua a crescere. Importanti iniziative in tutto il mondo mirano a commemorarlo

Indimenticato protagonista della storia della musica, David Bowie ci ha lasciato dieci anni orsono – dopo una lunga malattia – all’età di 69 anni compiuti pochi giorni prima, e in coincidenza con l’uscita dell’album Blackstar. Allo scopo di mantenerne viva la memoria, gli ultimi mesi stanno vedendo diverse iniziative, soprattutto nel Regno Unito, paese natale della rockstar, il cui l’evento principale è stata l’inaugurazione in settembre del David Bowie Centre presso il V&A East Storehouse del quartiere Hacney a Londra. Esso è una sorta di archivio gratuito ricco di testimonianze della sua carriera di eccentrico trasformista: oltre 90.000 oggetti a partire proprio dai costumi indossati nelle sue esibizioni pubbliche – di cui il più famoso è forse la tuta asimmetrica, disegnata dal nipponico Kansai Yamamoto, del suo alter ego Ziggy Stardust – o l’abito di Thierry Muglier indossato il giorno del matrimonio con la modella somala Iman nel 1992. La stravagante immagine dei suoi anni d’oro è ulteriormente documentata da fotografie sotto forma sia di stampe che negativi – come quelle che lo ritraggono truccato con la saetta sul volto per la copertina di Aladdin Sane, album del 1973 – autoritratti sovente nelle pose delle copertine dei suoi dischi – Heroes, 1978 – strumenti musicali, premi, poster, le carte contenenti i testi scritti a mano delle sue canzoni, spesso ritagliati – secondo il metodo cut-up di William Burroughs – per giocare con ricontestualizzazioni delle parole; infine si può assistere alla proiezione di numerosi filmati, anche inediti.

L’immenso patrimonio a disposizione del pubblico del Duca Bianco non testimonia soltanto il suo carisma ma anche la capacità di influenzare generazioni di musicisti in tutto il mondo sia dal punto di vista delle sonorità che dell’estetica; per stare sui suoi contemporanei basti pensare all’estetica sofisticata e decadente di Bryan Ferry – fondatore dei Roxy Music – all’androginia e ambiguità di genere di Boy George, se non addirittura alla maniacale vendita della propria immagine di Madonna. Persino le ultime leve hanno visto il perdurare della sua ascendenza, tra le altre, nella teatralità di Lady Gaga o nell’estetica futurista di Janelle Monáe. Sul fronte italiano non vanno dimenticati gli storici travestimenti di Renato Zero o le citazioni del look, talvolta pedisseque, di Achille Lauro. 

Altra inziativa importante, che dovrebbe vedere la luce entro la fine del 2027, avrà luogo proprio nella villetta a schiera di Plainstow Grove, nel sobborgo di Bromley, dove il cantante è cresciuto con i genitori. Essa infatti, acquistata dall’ente benefico Heritage of London Trust, dovrebbe essere restaurata per tornare alle sembianze degli anni della sua giovinezza e diventare soprattutto un laboratorio creativo in cui formare nuove generazioni di artisti. 

Anche attraverso questi progetti Bowie continua a vivere nell’immaginario collettivo.

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