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Le elezioni alla presidenza di Confindustria si avvicinano: i programmi dei candidati alle votazioni del 4 aprile

Edoardo Garrone, Antonio Gozzi, Alberto Marenghi, Emanuele Orsini, questi i quattro candidati alla presidenza di Confindustria, che si confronteranno il 4 aprile prossimo per succedere a Carlo Bonomi, attraverso la votazione dei 185 membri del Consiglio generale.

Alla rosa finale dei quattri nomi si è arrivati dopo una complessa procedura che fa capo a prassi e norme consolidate nel corso del tempo: nelle regole di Confindustria serve una base di consenso, dimostrabile per iscritto, già per poter presentare la propria candidatura alla commissione di designazione, i “tre saggi”  (Mariella Enoc, Andrea Moltrasio e Ilaria Vescovi), nella prima settimana dal suo insediamento o al termine delle consultazioni per essere ammessi di diritto alla fase successiva e arrivare quindi al voto di designazione. 

I tre saggi riceveranno poi le eventuali candidature e ne potranno far emergere altre dalla “più ampia consultazione” dei presidenti di tutte le articolazioni del sistema di rappresentanza e degli altri componenti del consiglio generale. 

Solo al termine delle consultazioni, pesando il consenso, la commissione individua uno o più candidati e li invtai a illustrare il programma di fronte al consiglio generale almeno due settimane prima del voto che, il 4 aprile, a scrutinio segreto, designerà il nome che verrà portato il 23 maggio al voto dell’assemblea. 

Tra i temi principali portati all’attenzione dei votanti, figura la lotta all’evasione come punto cardine del programma di Edoardo Garrone, poiché: “Deprime l’intero sistema economico realizzando una grande distorsione competitiva. Occorre definire meccanismi e strumenti di policy che affrontino il problema alla radice” ha dichiarato il presidente di Erg.

Sempre dal punto di vista fiscale, Antonio Gozzi ha voluto sottolineare come vada ripensato l’intero regime sanzionatorio in materia di Iva, guardando anche a “una revisione integrale di taluni reati tributari fondati su condotte non fraudolente”, mentre Alberto Marenghi vorrebbe l’abrogazione dell’Irap anche per le società di capitale e la modifica dell’Ires ed Emanuele Orsini auspica una riduzione delle componenti parafiscali delle bollette.

Al centro di tutti i programmi i rapporti con Bruxelles, la cui sede andrebbe rafforzata secondo Garrone, mentre non mancano le critiche da parte di Marenghi che ha voluto sottolineare come non si debba  “distruggere la nostra economia per un’ideologia”.

L’imprenditore di Sassuolo, Orsini, riconosce nel suo programma, al contrario, un ruolo fondamentale al centro del potere europeo, tanto da proporre: “Confindustria deve essere non a Roma e a Bruxelles ma prima a Bruxelles e poi a Roma”, avvertendo la necessità di una rapida consultazione tra tutte le filiere per predisporre un documento da presentare alle altre confindustrie europee e al governo italiano in vista della formazione della nuova commissione Ue.

Nelle proposte dei candidati anche ampio spazio al tema della contrattazione e dei sindacati, auspicando un nuovo rapporto con il sindacato, basato più sul “confronto costruttivo che sulla contrapposizione ideologica”, dice Garrone, aspirando anche a un ruolo più da protagonista di Confindustria, come suggerisce Gozzi: “Confindustria deve farsi promotrice di un ripensamento dell’intero sistema di contrattazione nazionale”, passando dal conflitto al dialogo con i sindacati.

Interessante anche le proposte in materia di formazione avanzate da Orsini: “Servono prestiti d’onore che coprano parte significativa delle tasse universitarie e del costo della vita in città”.

A circa un mese dal voto del consiglio generale, però, la corsa per la presidenza di Confindustria resta decisamente affollata e la partita delle alleanze sembra non voler decollare a causa delle forti divisioni all’interno dell’associazione, tra grandi e piccoli ma anche tra imprenditori dello stesso territorio o federazione, rendendo difficile il lavoro di sintesi da parte dei saggi, le cui prossime tornate di audizioni con la base associativa saranno decisive e che termineranno l’11 marzo a Napoli.

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