HomeEventiTony Colombo torna con “Predestinato”: il 29° album tra sinfonie internazionali e...

Tony Colombo torna con “Predestinato”: il 29° album tra sinfonie internazionali e nuovo tour nei teatri del Sud

Tony Colombo ritorna sulle scene con il proprio ventinovesimo album, dal titolo significativo: “Predestinato”. Scritto e prodotto in collaborazione con il sodale Luca Barbato, l’album è composto da ben quindici brani, di cui uno, “Nel bene e nel male”, aggiunto proprio mentre era già stato dato alle stampe da due giorni. Secondo l’autore, si tratta di una confessione di amore verso la musica e soprattutto il proprio pubblico.

Non mancano, come già in altre occasioni, collaborazioni di artisti di rilevanza internazionale come Phil Palmer – storico chitarrista di personaggi come George Michael, Dire Straits e, per stare in Italia, delle ultime quindici tournée di Renato Zero – e della Bulgarian National Radio Symphony Orchestra, una delle più prestigiose dell’est europeo, composta da quaranta elementi e quattro direttori, capace di dare al lavoro di Colombo un respiro sinfonico oltrechè attiva nel mondo del cinema. Proprio quest’ultimo è un ambito a cui il musicista siciliano, come per serie televisive come Gomorra, ha concesso spesso l’utilizzo delle proprie canzoni.

Contemporaneamente si sta delineando il tour che vedrà il periodo di passaggio tra inverno e primavera proprio al sud, con le tappe al teatro Troisi di Napoli – nei giorni 24 e 25 febbraio così come quelle del 3 e 4 marzo – a cui farà seguito, il 24 dello stesso mese, il Teatro Orfeo di Taranto. Poi il 14 aprile passerà al Garden di Rende, provincia di Cosenza e il 22 e 23 aprile al Nuovo Teatro Zappalà di Palermo.

Abbiamo incontrato Colombo in occasione della presentazione del suo album In Galleria Umberto I a Napoli.

Di seguito l’intervista:

Quanto è importante per te mantenere questo legame tra musica e cinema?

Secondo me ogni canzone è un film, è una pellicola. Se quando ascoltiamo una canzone riusciamo a farci delle foto davanti agli occhi, di ogni frase e ogni cosa che succede, allora quella canzone lo sai che funziona, ti dà delle emozioni, ti dà delle fotografie. Questa orchestra è importantissima, l’orchestra bulgara più importante in Europa, e quindi per me è una grande emozione. Ho vissuto tre giorni insieme a loro che mi hanno insegnato tanto. Io sono uno che ha fatto il conservatorio ma la musica è una grande forza perché non smetti mai di imparare. Qualunque persona che fa questo lavoro, può insegnarti qualcosa in quel momento quindi sono molto fortunato perché vivo costantemente vicino a grandi musicisti e ognuno di loro mi lascia sempre qualcosa, riesco ad arricchirmi. Quei tre giorni immersi all’interno di questa struttura bellissima, con quaranta elementi e quattro direttori d’orchestra, vivere con loro e ascoltare le mie canzoni, quello che abbiamo pensato noi mesi prima in studio, sentirle suonare da loro, è veramente una grande emozione. E per questo ho voluto lasciare un paio di brani, sia in Tu non ce staje che in un altro ho voluto lasciare dei momenti musicali finali dedicati all’orchestra, perché è importante valorizzare ciò che loro hanno fatto per noi. Se noi cantiamo oggi è soprattutto grazie ai grandi maestri della musica classica. Quindi ho voluto fare questa cosa e devo dire che mi sono trovato bene, sono molto contento

Senti, so che è difficile. Ma c’è un brano di questo progetto a cui sei più legato?

Mi fanno sempre questa domanda… Le canzoni sono tutte belle, sono tutte meravigliosamente belle, sicuramente dentro di me magari c’è qualche figlio che ha più bisogno di affetto, questo sicuramente e io penso di aver fatto un bel disco. Mai come oggi, forse è la maturità, forse perché sono passati tanti anni, forse perché è il ventinovesimo album, mai come adesso mi sento abbastanza tranquillo, nel senso di quello che ho fatto. Poi indipendentemente dal piacere o non piacere, ti può piacere una canzone o un’altra, su quindici canzoni ci può stare magari che c’è qualcosa che ti piace o che non ti piace, qualcosa che ti piace di più. Comunque sono molto contento del lavoro che abbiamo fatto. Se devo dirti che c’è una canzone più bella dell’altra per me no, perché queste quindici canzoni sono state decise tra cinquanta o sessanta canzoni. Ci sono canzoni in questo disco che ho preso dalle mie librerie che ho conservate di brani che faccio negli anni… per esempio Si penz a te è una canzone che ho scritto nel 2017. Ci sono canzoni che io conservo, perché io scrivo canzoni e le conservo perché per me le canzoni non invecchiano mai e le canzoni decidono quando vogliono uscire, non siamo noi a deciderlo… e quindi ci sono canzoni che ho fatto all’ultimo istante, per esempio Nel bene e nel male avevamo già il disco in stampa e ho voluto inserire la quindicesima, erano quattordici brani, questa non la sai, avevo il disco in stampa da due giorni e ho bloccato tutto per far ristampare di nuovo il disco perché volevo inserire un altro brano. Avevamo una grafica. Quindi sono molto affezionato a tutte e quindici

Dopo tanti anni di carriera che cosa significa per te tenere grandi eventi in tutta Italia?

Io sono un po’ Peter Pan, vivo la mia vita come se fossi sull’Isola che non c’è, e vivo questo lavoro come se fosse una grande favola, ho paura ogni tanto di svegliarmi e dire non è niente, nella vita sto facendo cosacce, e quindi penso che la musica sia una cosa che può finire da un momento all’altro, vivo sempre così, sono sempre contento ogni volta che si apre il sipario, è una cosa bellissima. Sono sempre emozionatissimo, pure molto, e non sembra, però sto sudando 

Visto che siamo entrati in questo nuovo anno, nel 2026 qual è il sogno di Tony quest’anno?

Qual è il mio sogno per il 2026? Io sono un uomo fortunato, perché il 2025 mi ha dato la libertà, mi ha dato una delle cose più importanti. Sono un uomo che vive nell’amore, ho una famiglia bellissima, ho due figli sani che stanno benissimo, pieni di salute. Ho un successo più importante, ci sono tantissime, migliaia di persone che mi amano. Dire che vorrei qualcosa da questo 2026 sarei ingiusto, perché ci sono persone in questo momento non hanno tutto quello che ho io. Sarebbe un’offesa per chi al momento vive una situazione particolare. Non voglio nulla, non spero in nient’altro, spero solo che… dico sempre a Dio “Se vuoi darmi qualcosa per togliermi qualcosa non voglio niente perché tutto quello che ho è già per me tantissimo, ho avuto mille volte più di quello che nella mia vita ero destinato ad avere, quindi che cosa diavolo devo chiedere al 2026? Mi auguro che tutti quelli che mi seguono e mi conoscono abbiano tutto ciò che ho io, perché tutto ciò che ho io è una grandissima ricchezza

Volevo farti un’intervista “anima e cuore”, ripercorrendo il periodo iniziale, dal momento in cui, hai raccontato, dall’età di sei anni, hai smesso di essere Antonino e sei diventato Tony, com’è che lo sei diventato?

Ma io sono diventato Tony perché il destino ha voluto così, per una scommessa tra mio padre e mio zio, mi sono trovato dopo dieci minuti sul palco con Mario Merola in una scommessa banale, canticchiavo a casa e quindi mio zio, convinto che ci riuscisse, una sera, prima di un concerto di Mario Merola, “Stasera faccio cantare Tony con Mario, con il maestro Mario Merola. E così fu alla fine perché veramente salii sul palco. Quindi quella sera disse “Ti devi chiamare Tony Colombo”, mi regalò cinquantamila lire e così è partita la mia storia. Quindi io ho detto nell’intervista di oggi che non so quanto sarei stato Antonino e quanto Tony Colombo, questa è la verità. Da quando avevo sei anni ad oggi non mi sono mai fermato, ho dedicato la mia vita alla musica e quindi tutte le mie cose personali appartengono sempre a Tony Colombo nel senso sempre a questo personaggio che ho cresciuto dentro di me, e quindi forse per questo sono legatissimo alla mia vita privata, alle mie radici, al fatto che sono di Palermo, che sono un ragazzo che nasce nei quartieri popolari di Palermo, poverissimi. Sono legato a tutto questo perché forse mi è stato tolto da Tony Colombo perché aveva bisogno lui di spazio per sopravvivere dentro di me perché comunque la musica ti toglie un po’ tutta la libertà di poter fare qualsiasi cosa, e io sono contento di questo, assolutamente felice, e quindi sono tanto legato a tutto quello che appartiene ad Antonino, e tutto questo mi rende quello che sono oggi, un mix di emozioni, di cose belle e popolari, d’amore, di tradizione, di tutte quelle cose che appartengono un po’ al popolo, alle persone che vivono tra i sentimenti veri, quelli fatti di piccole case e grandi famiglie

Qual è stato il momento, se ne dovessimo trovare proprio uno, più emozionante per te in tutta la tua carriera?

Di momenti importanti ne ho avuti tanti, mi ricordo la prima volta che siamo andati in America, mio padre mi ci portò facendo tantissimi sacrifici per avere il passaporto. Ricordo quando Merola scese di nuovo a Palermo e mi chiamò per cantare con lui mentre io ero già famoso, è stata anche quella un’emozione pazzesca. Ricordo tante cose importanti, come la prima volta che ho capito che ero diventato un cantante popolare con La Regina dei sogni nel 2000 poi di nuovo nel 2009 con Sott’ e stelle, poi di nuovo nel 2018 con Ti aspetto all’altare. Ho avuto più volte la possibilità di essere popolare, diventare popolarissimo con le canzoni. L’ho vissuto a tutte le età, a 12 anni, a 16 anni, a 25 anni e poi di nuovo a 35 anni, l’età cambiava ma l’emozione era sempre uguale, ho tanti ricordi importanti di cose belle nella mia vita artistica, tanti momenti bellissimi che mi hanno portato ad essere quello che sono oggi

Uno dei sentimenti che tu metti di più nelle tue canzoni è l’amore. Quanto per te è importante l’amore nella tua vita?

Si dice che gli uomini sono fatti al 95% di acqua, io penso di essere fatto al 95% di amore, perché l’amore padroneggia nella mia vita, sono un romantico, legato a tutte le cose che appartengono alla famiglia, ai figli. Quindi l’amore che mi ha completato è stato quello di mia moglie, diciamo che da undici anni a questa parte sono un uomo completo al centro per cento perché ho trovato la donna giusta, quella che mi ama, come ho sempre sognato di essere amato. Quindi l’amore appartiene alla mia vita da sempre, da undici anni a questa parte mi ha sempre completato

A tutti quei ragazzi che oggi inseguono il sogno di diventare un giorno Tony Colombo tu che cosa consigli?

Non do consigli perché non mi sento all’altezza di poterli dare, anzi io stesso ho bisogno di consigli tutti i giorni. Sicuramente la cosa che posso dire è di studiare tanto, perché conoscere la musica per chi la fa è importante, ad esempio studiare uno strumento, fare la scuola di canto, sapere di che cosa si parla quando uno parla di musica, quella è la cosa fondamentale, e poi non arrendersi mai perché le porte in faccia sono dietro l’angolo, in questo lavoro ce ne sono tutti i giorni, e ad ogni cento porte in faccia ce n’è una che si apre, ricompensando tutte le volte che sei rimasto deluso, non arrendersi di fronte alle proprie delusioni. La vita è talmente meravigliosa da essere così complicata da capire, forse ci vorrebbero due vita per capirla

Ci sono tanti cantanti neomelodici però tu spopoli anche al nord, ti sei fatto un’idea del perché?

In verità non lo so, io canto al popolo, quindi penso che il popolo dia dappertutto. Penso che chi ama ami in tutte le lingue del mondo, in tutte le nazioni del mondo, in tutte le etnie… l’amore è amore sempre. Mi è capitato magari di vedere nei concerti qualcuno di un’altra nazione, di qualche altro continente addirittura. Sono molto contento, l’amore è universale quindi per questo riesco ad avere fan un po’ dappertutto perché l’amore è di tutti

Tu ti vedi, magari nel tuo futuro, in una tournée, magari negli Stati Uniti, in Sudamerica, ti piacerebbe?

Mi piacerebbe, sono uno aperto alle collaborazioni, alla conoscenza della musica a 360 gradi, sono uno che ascolta tutto. Quindi mi piace magari sposare cose che non appartengono alla mia cultura musicale, perché no, la musica è bella per questo perché all’improvviso ti catapulta in cose che non sai nemmeno tu, che non avresti pensato. Quindi sì, perché no, io sono aperto e ti dico che cosa mi piacerebbe fare, mi piacerebbe fare un disco in inglese, cantare in inglese e fare un disco totalmente in inglese

Qualche collaborazione, spoilera qualche cosa…

Mi piacerebbe intanto fare un disco in inglese, farlo perché se canti in inglese parli a tutto il mondo e quindi mi piacerebbe, magari metterci qualche parola napoletana, non sarebbe male

A livello internazionale, l’artista con cui più di tutti vorresti fare una collaborazione?

A livello internazionale io ho grandi idoli, grandi personaggi. Marc Anthony è uno dei miei artisti preferiti, è uno forse di quelli che si avvicina alla mia musica, è un melodico, è uno innamorato sempre, è uno che ha sempre raccontato tanto amore nelle canzoni. Alejandro Sanz… tutto il mondo  della musica del Sudamerica. E quindi diciamo sì sarebbe una bellissima cosa, un sogno quasi irrealizzabile, però mai dire mai

  Mauro Storace

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Must Read

spot_img