Teatro Coccia gremito per “Dedalo e Icaro” lo spettacolo sull’autismo promosso da ANGSA Novara-Vercelli e Associazione per l’Autismo Enrico Micheli.
“Uno specchio, il modo più reale per esprimere cosa vive, come vive, come vede, una famiglia nella fatica dell’autismo” questa è la chiave interpretativa dello spettacolo intitolato “Dedalo e Icaro”, andato in onda il 29 Ottobre per la cittadinanza e il 30 Ottobre per le scuole.
Dedalo e Icaro è un viaggio nel mondo dell’autismo con delicatezza, verità e ironia.
La compagnia Eco di fondo (drammaturgia di Tindaro Granata) ha riletto il mito greco dopo aver studiato le testimonianze dirette, nate dalla collaborazione e momenti vissuti presso il Centro per l’autismo di Novara e con le famiglie di ANGSA Novara-Vercelli.
Dalle loro note si legge: «Ogni storia è unica ma tutte hanno un comune denominatore: il terrore dei genitori che i figli non riescano a vivere dopo di loro».
Il mito greco
Il mito greco è noto a tutti: Icaro, da quando ha memoria, vive nel labirinto di Cnosso, costruito dal padre Dedalo, in cui si aggira un’oscura creatura metà uomo-metà animale, il Minotauro. Il padre, per amore del figlio, raccoglie negli anni delle piume per comporre lunghe ali per poter uscire dal labirinto e le assembla con la cera. Un giorno, Dedalo e Icaro, spiccano il volo fuori dal labirinto. Il padre redarguisce il figlio di non avvicinarsi troppo al sole, ma Icaro non lo ascolta: la cera che tiene le ali unite al corpo si scioglie e il ragazzo precipita nel mare.
«Nella nostra rilettura – hanno spiegato gli artisti di Eco di Fondo – Dedalo costruisce ad Icaro delle ali fatte esclusivamente dal suo estremo amore. Icaro, infatti, è rinchiuso in un labirinto: un mondo fatto di vicoli chiusi, strade verso l’esterno che s’interrompono, dalle quali spesso sembra di vedere improvvisamente l’uscita, ma è solo un’illusione. Il labirinto, Dedalo lo sa, è cieco, si chiama autismo e non ci sono cure. Si può, solo, amare incondizionatamente!».
Nessun pietismo, né gara alla lacrima, ma uno spettacolo delicato, frutto di testimonianze che hanno portato in scena tratti di vita vera, che fungono da strumento di riflessione e portavoce di un tema così importante: la disabilità e le famiglie.
C𝐨𝐦𝐦𝐨𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐚𝐩𝐩𝐥𝐚𝐮𝐬𝐢, 𝐦𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐠𝐫𝐚𝐭𝐢𝐭𝐮𝐝𝐢𝐧𝐞, è ciò che è scaturito da questo emozionante spettacolo, che lo ha reso 𝒖𝒏 𝒗𝒆𝒓𝒐 𝒆 𝒑𝒓𝒐𝒑𝒓𝒊𝒐 𝒔𝒑𝒆𝒄𝒄𝒉𝒊𝒐 𝒅ella 𝒓𝒆𝒂𝒍𝒕𝒂̀.
Il Comune di Novara e i sostenitori: Rotary Club Novara, Comoli Ferrari, GlobalWafers – MEMC, Wienerberger, Gottifredi Maffioli, Autovictor, Igor Gorgonzola, Esseco, Massara, Cst Novara, con il patrocinio della Fondazione Teatro Coccia di Novara.
“Un 𝒓𝒊𝒏𝒈𝒓𝒂𝒛𝒊𝒂mento – della Presidente di ANGSA Novara Vercelli, Priscilla Beyersdorf – anche a 𝒄𝒐𝒍𝒐𝒓𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒉𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒓𝒆𝒂𝒍𝒊𝒛𝒛𝒂𝒕𝒐 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒐 𝒎𝒆𝒓𝒂𝒗𝒊𝒈𝒍𝒊𝒐𝒔𝒐 𝒔𝒑𝒆𝒕𝒕𝒂𝒄𝒐𝒍𝒐 𝒆 a 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒊 𝒄𝒐𝒍𝒐𝒓𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒉𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒑𝒂𝒓𝒕𝒆𝒄𝒊𝒑𝒂𝒕𝒐, 𝒑𝒐𝒓𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒄𝒐𝒏 𝒔𝒆́ 𝒕𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒂𝒎𝒐𝒓𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝒍𝒂 𝒏𝒐𝒔𝒕𝒓𝒂 𝒓𝒆𝒂𝒍𝒕𝒂̀”
Alice Pistoia











