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Giornata mondiale della Prematurità: la storia di Valentino Diego, 680 grammi di resilienza

Il 17 novembre illumina di viola le TIN di tutto il mondo. A Novara e Torino questa luce ha il volto di un bambino che alla 24ª settimana ha scelto la vita. A Novara e Torino questa luce ha il volto di un bambino che alla 24ª settimana ha scelto la vita.

Il 17 novembre, Giornata mondiale della Prematurità, è il giorno in cui il colore viola avvolge incubatrici, reparti e città per ricordare che nel mondo 1 bambino su 10 nasce prima del tempo.

Dietro a ogni numero c’è un volto, una famiglia, una lotta silenziosa fatta di monitor, mani intrecciate e respiri trattenuti.

A Novara questa storia ha il nome di Valentino Diego Sarchiello, nato alla 24ª settimana di gestazione, 680 grammi di tenacia, e oggi simbolo di resilienza e speranza per tante famiglie che vivono l’esperienza della Terapia Intensiva Neonatale.

“È vivo”: l’inizio di una battaglia più grande di lui

È il 30 ottobre 2022 quando, dopo un travaglio improvviso e rischioso, Valentino viene alla luce all’Ospedale Maggiore della Carità di Novara. Sua mamma, Sabrina, entra nella 24ª settimana: troppo presto, troppo fragile, troppo rischio.

I medici sono chiari fin dal ricovero: a quell’epoca gestazionale la sopravvivenza non è scontata e, se anche avvenisse, potrebbero esserci gravi conseguenze. Eppure, quel bimbo minuscolo, “nero, muscoloso, un piccolo guerriero”, arriva al mondo vivo, con un occhietto aperto e una mano capace di stringere il dito del papà.

Da quel momento inizia una maratona medica ed emotiva:

Peso iniziale: 680 grammi, poi un calo fino a 550 grammi

Respirazione: intubazione, CPAP, ossigeno ad alti flussi

Un’ustione grave sull’addome e la gamba, dovuta al parto, che mette a dura prova le sue piccole energie

Dotto di Botallo da chiudere farmacologicamente

Rischio di infezione costante

Il trasferimento alla T.I.N.O. dell’ospedale Sant’Anna di Torino per la gestione dell’ustione

Più avanti, una retinopatia severa che rischia di renderlo cieco e richiede un’iniezione intraoculare e poi un intervento laser delicatissimo

Ogni giorno è davvero, come spiegano i medici ai genitori, come “stare sulle montagne russe”: un passo avanti, due indietro, poi di nuovo improvvisamente una risalita.

Le TIN: eccellenze italiane e “seconda famiglia”

Nella storia di Valentino c’è un filo rosso – o meglio, viola – che si chiama Terapia Intensiva Neonatale.

A Novara e Torino, medici, infermiere e OSS non sono solo professionisti: diventano angeli in corsia.

Sono loro a spiegare ogni valore, ogni macchina, ogni farmaco. Sono loro a incoraggiare i genitori a non avere paura di parlare, cantare e fare marsupioterapia, anche davanti a un corpicino pieno di fili e tubicini.

Valentino passa:

Dalla TIN di Novara alla T.I.N.O. di Torino

Poi di nuovo a Novara

Infine in Sub-intensiva: l’ultimo passo prima di casa

In totale resterà in ospedale 166 giorni, cinque mesi e mezzo di lotta condivisa.

Nel frattempo la mamma diventa “donatrice di forza” attraverso il latte materno, tirato ogni 3 ore, ovunque: a casa, in ospedale, in treno, persino al Camp Nou di Barcellona. Il latte diventa il suo modo per “esserci” anche quando non può toccarlo.

Quando finalmente Valentino esce dalla TIN, il 14 aprile 2023, lo fa senza ossigeno, contro ogni previsione. Ad accompagnarlo nel corridoio, una scia di sorrisi (dietro le mascherine) e di abbracci trattenuti: è la sua prima vera uscita nel mondo.

Un cuore blu, segni e fede nell’impossibile

La storia di Valentino non è solo clinica: è anche fatta di segni e di una spiritualità concreta, che convive con la scienza.

C’è un cuore blu di carta comparso sulla pancia di Sabrina all’inizio della gravidanza, quasi a preannunciare un maschietto “protetto dall’alto”.

C’è il legame misterioso con Diego Armando Maradona: Valentino nasce proprio il 30 ottobre, giorno del compleanno del campione. Sarà poi battezzato con il doppio nome Valentino Diego, mentre il Napoli vince lo scudetto e l’Argentina il Mondiale, come se la profezia del papà si stesse realizzando.

C’è una frase che riassume tutto, appesa su un grande cuore rosso all’ingresso della TIN di Novara, donato dalla famiglia:

“CHI AMA CREDE NELL’IMPOSSIBILE”

È il messaggio che oggi, nella Giornata mondiale della Prematurità, parla a tutte le mamme e i papà che passano ore accanto a un’incubatrice.

Dalla TIN al mondo: la resilienza di un bambino (e dei suoi genitori)

Oggi Valentino è un bimbo sereno, curioso, circondato dall’amore della sua famiglia e di una comunità che lo ha visto lottare fin dai primi grammi di vita.

Va al mare, in città d’arte, agli eventi del lavoro della mamma e sul campo di calcio del papà. Si lascia abbracciare da tutti, distribuisce sorrisi e tiene lo sguardo fisso sulle persone, come se le stesse leggendo dentro.

Per i suoi genitori, resilienza non è più una parola astratta:

significa cadere e rialzarsi, come ha fatto lui tra desaturazioni, infezioni e interventi

significa fidarsi del percorso, anche quando la paura è più forte

significa imparare a vivere il tempo con pazienza, un giorno alla volta

Come scrive la mamma nel suo racconto, “Valentino si è letteralmente aggrappato alla vita. Ha giocato la sua partita. E ha vinto.”

Un libro per dare speranza (e aiutare la Terapia Intensiva Neonatale)

Da questa storia nasce il libro:

“Valentino Diego – Storia vera di un estremo prematuro”

di Sabrina Marrano, edizioni Sibillamedia 

Un racconto sincero, crudo e luminoso allo stesso tempo, che porta il lettore dentro:

le paure e le speranze dei genitori in TIN

il lavoro prezioso e spesso poco conosciuto dei reparti di Terapia Intensiva Neonatale

il filo invisibile tra Medicina, fede, destino e forza d’animo

I proventi del libro sono destinati alla Terapia Intensiva Neonatale e Pediatrica dell’Ospedale Maggiore della Carità di Novara, per restituire, almeno in parte, ciò che quel reparto ha donato a Valentino e a tanti altri bambini e grazie al ricavato delle vendite è già stato donato da Sibillamedia un prezioso macchinario che rileva le condizioni dei piccoli neonati in tempo rapido e consente ai medici di poter agire subito in loro supporto. 

📖 Puoi acquistare il libro su Amazon a questo link:

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Un messaggio per i genitori di bimbi prematuri

In questa Giornata mondiale della Prematurità, la storia di Valentino porta con sé alcuni messaggi:

Non siete soli: dietro ogni incubatrice c’è una squadra di professionisti e una comunità che può sostenervi.

Gli alti e bassi sono parte del percorso: un giorno avanti e uno indietro non significano sconfitta, ma normalità nel cammino dei grandi prematuri.

Il vostro amore è una terapia: voce, mani, pelle contro pelle, presenza costante: tutto questo cura, anche quando non si vede.

Si può credere nell’impossibile: perché a volte l’impossibile, tra scienza e fede, diventa realtà.

Oggi il viola illumina le TIN.

Noi, con la storia di Valentino Diego, proviamo a illuminare anche i cuori di chi sta ancora lottando.

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