Microserie verticali: nuovo linguaggio dell’intrattenimento digitale, sta attirando sempre di più le grandi corporazioni, creando sinergie tra media e industria
Nate sui social e caratterizzate da una durata brevissima – in genere non superiore a due minuti – le microserie verticali sono uno dei fenomeni più dinamici del panorama audiovisivo contemporaneo. Questo formato, inizialmente sviluppatosi nei contesti digitali e concepito per essere seguito su smartphone, sta progressivamente attirando l’attenzione persino dei colossi dell’intrattenimento, interessati alle sue potenzialità narrative e commerciali.
Esse infatti sono efficaci dal punto di vista strategico per le aziende avendo tra le altre cose, bassi costi di produzione, rapidi tempi di realizzazione e un’elevata capacità di fidelizzare un pubblico sempre più abituato al consumo di contenuti in mobilità e tempi ridotti. Questi elementi stanno spingendo sempre più aziende e piattaforme a investire in questo segmento, contribuendo alla nascita di un ecosistema produttivo in forte espansione. Secondo un analisi di mercato riferita agli ultimi mesi del 2025, app come ReelShort, dedicate alla loro fruizione, hanno per esempio visto gli utenti trascorrere su di esse una media quotidiana di 35,7 minuti al giorno, surclassando addirittura consolidate piattaforme digitali come Netflix e Disney+, rispettivamente a 24,8 e 23 minuti.
Tal inatteso successo, per un linguaggio ancora da molti considerato pionieristico, sta attirato l’attenzione degli investitori pubblicitari, vedendo aziende come Procter & Gamble al centro di attività di brand content con la serie The Golden Pear Affair, attraverso la quale pubblicizzare i propri prodotti per la cura personale. In parallelo Drama Box, anch’essa app dedicata alla visione di microserie sta promuovendo iniziative di product placement con cui attrarre nuovi inserzionisti. Va infine detto che questi ultimi stanno per essere attirati persino da grandi studios come Fox Entertainment e giganti dell’economia digitale come Amazon e Google.
Per quanto riguarda invece l’Italia, la serie Tutto in una notte, 54 episodi prodotti da Fascino – società fondata da Maurizio Costanzo – sponsorizzati da Vigorsol e tramessi da Witty TV e al contempo diffusi su Youtube, Instagram e TikTok.
In questo scenario, con la sempre crescente attenzione di finanziatori di alto livello, le microserie verticali sembrano destinate a non rappresentare soltanto una tendenza effimera, ma un possibile punto di svolta nella narrazione audiovisiva contemporanea.
Mauro Storace


