Hajir Hajji incarna una delle storie più significative del retail europeo: nata nel 1980 e di origini marocchine, è passata da cassiera a vertice assoluto del discount non‑food più rapido in Europa
Una scalata iniziata a 17 anni
- 1997: entra in Action come store employee nel 13° negozio di Amsterdam, a solo 17 anni.
- 1999 (19 anni): diventa store manager, con una rapida ascesa interna.
- 2011: entra nel management team come Director Store Operations, guidando aperture internazionali.
Verso i vertici: rotte e strategie
Negli anni successivi Haijji scala posizioni strategiche come Commercial Director, con responsabilità su acquisti globali, marketing, e-commerce e sostenibilità.
CEO dal 1º gennaio 2022
Il Board, guidato da Simon Borrows (Chairman di 3i Group), la promuove CEO con l’obiettivo di consolidare la crescita digitale e sostenibile del gruppo.
Sander van der Laan loda la sua autentica “essenza Action”:“Hajir is Action. Her achievements across the business are unprecedented.”
Leadership & cultura aziendale
Hajji punta forte sulle persone:“Our people make the difference… we invest a lot in our people. We do it together”.
Sotto la sua guida, nel solo 2023 Action ha creato oltre 8.900 posti di lavoro, promuovendo migliaia di dipendenti.
Risultati sotto la sua gestione
Nel 2023:
- 69.040 dipendenti globali.
- In media 15,3 milioni di clienti a settimana.
- Emissioni (Scope 1+2) ridotte del 46 % rispetto al 2021, con target al 60 % entro il 2030.
Transizione, crisi e resilienza
Durante il periodo COVID, da Commercial Director intraprese una scelta controversa (allungamento a 90 giorni delle scadenze pagamenti ai fornitori), poi rivista con umiltà. Un momento rivelatore della sua capacità di leadership riflessiva.
Impegni esterni
È anche membro del consiglio di sorveglianza della società tech olandese Coolblue dal 2021- un segno del suo valore riconosciuto in ambito più ampio.
Ritratto di una CEO trasformativa
Hajir Hajji non è solo un simbolo di meritocrazia – è la viva espressione di una cultura aziendale che premia l’impegno, punta su sviluppo interno, sostenibilità e innovazione digitale.
Sotto la sua guida, Action ha:
- Elemento Risultati.
- Espansione Nuovi mercati (es. Slovacchia, Germania + Portogallo).
- Impatto sociale+8.900 posti nel 2023, 69k dipendenti.
- Green – 46 % emissioni, target SBTi scope 3.
- Digitale Espansione e-commerce BE & NL, investimenti sostenibili.
In prospettiva
Hajji guida Action non solo con il cuore del retail, ma con una visione aperta al futuro: sostenibilità, talento interno e digitale sono i pilastri della nuova fase.
Che alla fine, per lei, resta una missione collettiva: “put the customer first”, **“our people are Action”**.
Conclusione
Da adolescente in cassa a CEO: Hajir Hajji è la rappresentazione vivente del DNA Action – efficienza, tempo di crescita accelerato, forte orientamento alle persone e al pianeta.
La sua leadership dimostra che una grande azienda può crescere senza tradire umanità e responsabilità: è un esempio per il retail europeo, da imitare soprattutto nel valorizzare chi lavora giorno per giorno.
Action: la rivoluzione low‑cost che ridefinisce il retail europeo
Senza spot, senza clamori, senza sconti. Eppure, Action è diventato in pochi anni il discount non‑food più potente d’Europa, con oltre 3.000 negozi e 20 milioni di clienti a settimana. È una rivoluzione silenziosa, ma radicale: un modello semplice, replicabile e spiazzante per la GDO tradizionale.
L’arte dell’essenzialità
Nato nel 1993 nei Paesi Bassi come emblema del “less is more”, Action ha puntato sul minimalismo: assortimento ristretto a basso costo, layout spartano ma funzionale, rotazioni rapide. Nessuna promessa di moda, nessun brand altisonante: solo prodotti di consumo quotidiano, sotto i 2 euro. Un format che ricrea la “caccia al tesoro” in store, rendendo l’esperienza d’acquisto quasi ludica.
Al timone una donna: Hajir Hajji
A guidare questo colosso è Hajir Hajji, CEO dal 1° gennaio 2022, entrata in Action come cassiera nel 1997 e cresciuta fino ai vertici. È oggi una delle figure più influenti del retail europeo: pragmatica, visionaria, fortemente orientata all’espansione internazionale e alla sostenibilità. Il principale azionista è il fondo britannico 3i Group, il cui rappresentante Simon Borrows ricopre il ruolo di presidente del Consiglio di Amministrazione.
Espansione metodica, non rumorosa
Dopo la crescita domestica, l’espansione all’estero è diventata sistematica: Belgio (2005), Germania (2009), Francia (2012) e successivamente Italia, Spagna e Svizzera dal 2022 in poi. I numeri parlano chiaro: 300 negozi nel 2012, 1.800 nel 2021, 2.900 nel 2023, oggi superano i 3.000.
Importante riconoscimento anche per la sua sostenibilità ambientale: nuovi store in Italia aperti senza gas, illuminazione a LED, cotone certificato Better Cotton o biologico, legno FSC/PEFC, cacao certificato Fairtrade.
Il gigante silenzioso che mette ko i concorrenti
Nel 2024 Action ha chiuso con un fatturato di 13,78 mld € e un utile netto di 1,395 mld €, con una crescita annua del 25 % sul fatturato. Un risultato straordinario in un mercato dove inflazione e concorrenza imperversano.
A sorprendere è la sua totale assenza dal marketing tradizionale: nessun e‑commerce, nessun programma fedeltà, solo retail fisico crudo e cattivo. Eppure funziona ovunque: Italia inclusa, con 162 store e aperture recenti a Roma, Como, Cosenza e Bergamo.
Vantaggi competitivi – e sfide per la GDO
Quello di Action è un modello che incarna il concetto di efficacia operativa in stato puro: logistica ultra‑ottimizzata (anche con mezzi a pannelli solari), assortimento flessibile, rotazioni rapide. La GDO alimentare e i drugstore si trovano sotto pressione: sono costretti a rivedere assortimenti, prezzi e formati, perché Action li mette in difficoltà su convenienza e velocità.
Il canale “cura persona” è già sotto attacco, e mentre discount e specialisti alimentari puntano su innovazione e private label, Action emerge con la sua convenienza secca.
Il monito silenzioso
Il messaggio è chiaro: nel retail non‑food non serve fare rumore, basta essere efficienti, coerenti, pensare in scala. Il successo di Action suggerisce che più che partire con grande marketing o strutture digitali complesse, a volte è più remunerativo lavorare su:
1. Standardizzazione perfetta del modello store
2. Logistica e assortimento ultra tagliati
3. Espansione geografica disciplinata (prima consolidamento locale, poi estensione europea)
Chi oggi dirige una GDO alimentare o un drugstore italiano farebbe bene ad ascoltare questo silenzioso campanello d’allarme. I tempi richiedono risposta: innovazione, specializzazione o… diventare la prossima vittima della rivoluzione low‑cost.
Conclusione
Sotto la guida della determinata Hajir Hajji e con il sostegno di un azionista forte come 3i Group, Action continua la sua ascesa. Non ha inventato nulla, ma ha fatto tutto meglio. La rivoluzione silenziosa del discount non-food è già in atto, e chi non se ne accorge rischia di trovarsi fuori mercato. Una lezione per tutti i manager della distribuzione europea.






