La cucina italiana entra ufficialmente nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO. Si tratta del primo caso al mondo in cui un’intera tradizione culinaria nazionale viene riconosciuta come patrimonio da tutelare, un risultato che celebra identità, sostenibilità e biodiversità.
L’iscrizione è stata approvata il 10 dicembre 2025 durante la ventesima sessione del Comitato Intergovernativo dell’UNESCO a Nuova Delhi, consacrando un percorso condiviso tra istituzioni, comunità e mondo produttivo.
Perché la cucina italiana è diventata Patrimonio UNESCO
La candidatura, presentata come “La cucina italiana, tra sostenibilità e diversità bioculturale”, ha convinto l’UNESCO grazie a quattro elementi chiave:
Trasmissione intergenerazionale dei saperi
Convivialità e valore sociale del cibo
Utilizzo sostenibile delle risorse e attenzione alla stagionalità
Centralità della biodiversità alimentare italiana
Il riconoscimento non riguarda piatti specifici, ma l’intero sistema culturale che ruota attorno alla cucina italiana: rituali, pratiche, valori, territori e comunità.
Le dichiarazioni ufficiali delle istituzioni
Alessandro Giuli – Ministro della Cultura
“Il riconoscimento da parte dell’UNESCO della cucina italiana… segna un traguardo storico: a essere tutelato non è un singolo piatto ma l’intero sistema della cucina italiana… conferma il suo valore culturale, sociale e identitario”.
Giuli ha ribadito il ruolo della cucina come memoria collettiva nazionale e come pratica viva che unisce generazioni e territori.
Daniela Santanchè – Ministro del Turismo
Per il Ministero del Turismo, la cucina italiana è ora un vero “modello culturale e orgoglio nazionale”.
Secondo le stime diffuse dal dicastero, il riconoscimento UNESCO potrebbe generare:
fino all’8% di incremento dei flussi turistici
18 milioni di pernottamenti aggiuntivi nei prossimi anni
“La cucina italiana è ambasciatrice dell’Italia nel mondo”, ha dichiarato Santanchè, sottolineando il ruolo strategico dell’enogastronomia nella promozione del Paese.
Antonio Tajani – Ministro degli Affari Esteri
Presente alla sessione UNESCO, Tajani ha definito la cucina italiana “identità, tradizione, crescita e innovazione”, valorizzando l’impegno del dossier su sostenibilità e lotta agli sprechi alimentari.
Per Tajani, la cucina italiana è un patrimonio che genera cultura, economia e diplomazia internazionale, rafforzando l’immagine dell’Italia nel mondo.
Cosa significa per l’Italia questo riconoscimento
Il prestigioso status UNESCO porta con sé benefici diretti e indiretti:
1. Crescita del turismo enogastronomico
Il riconoscimento consolida l’Italia come meta globale per chi desidera vivere esperienze culinarie autentiche.
2. Valorizzazione delle filiere locali
Produttori, artigiani del gusto e agricoltori vedono aumentare la credibilità dei propri prodotti.
3. Tutela delle tradizioni e della biodiversità
La certificazione UNESCO rafforza l’impegno internazionale per la sostenibilità e per la difesa dell’agroalimentare italiano.
4. Rafforzamento dell’identità culturale
La cucina diventa simbolo unificante del Paese, capace di raccontare storie, territori e comunità.
Un patrimonio vivo che unisce il Paese
La cucina italiana è molto più di un insieme di ricette: è convivialità, famiglia, tradizione e innovazione. È un linguaggio universale che parla di territorio, memoria e futuro.
Il riconoscimento UNESCO celebra questa identità collettiva e la proietta nel mondo come esempio di cultura vivente.



